Ufficio Statistica

AREA AMMINISTRATIVA
Referente: 
Cristiano Attili
Orario di apertura al pubblico: 

Lunedì - Martedì - Mercoledì - Venerdì: ore 11-13
​Giovedì: ore 11-16

19 Dicembre 2018

 

 

E’ stata pubblicata l’edizione 2018 della “Provincia di Rimini in Cifre”, lo strumento che offre una selezione di dati che descrivono gli aspetti più rappresentativi della vita economica, sociale e culturale della nostra provincia. Attraverso analisi in serie storica, tabelle, grafici e glossari vengono analizzati i dati di diverse aree tematiche (i dati sono tutti aggiornati all’ultimo anno disponibile).

Dall’analisi dei dati emerge come la POPOLAZIONE residente confermi il trend di crescita osservato negli ultimi anni; la variazione in positivo del numero di residenti, numero di famiglie e numero di stranieri residenti è lenta ma costante. La popolazione residente, a prevalenza di sesso femminile, registra al 01/01/2018 un’età media di circa 45 anni (età media che vede una netta differenza tra la popolazione italiana - 46 anni – e la popolazione straniera – 36 anni -). Gli stranieri residenti nel territorio provinciale rappresentano oggi circa l’11% della popolazione totale (nel 2003 rappresentavano il 3,8% della popolazione) e sono composti principalmente da Albanesi, Rumeni, Ucraini e Cinesi (questi 4 paesi rappresentano più del 50% della popolazione residente totale straniera).

Tiene l’economia di IMPRESE dove per la prima volta dal 2011 si segnala un segno più (+0,13%) nel numero di imprese totali. Scendendo nel dettaglio possiamo notare come le imprese straniere seguano il trend della popolazione dove, ad eccezione di una leggera flessione registrata nel 2004, hanno sempre segnato un incremento annuale costante. In costante flessione negativa sono invece le imprese artigiane e quelle giovanili; sostanzialmente invariate negli ultimi 4 anni sono invece il numero di imprese femminili. Guardando alla struttura d’impresa il 92% delle imprese che operano nella provincia di Rimini sono Microimprese (imprese con meno di 10 addetti), il 54% hanno natura giuridica di Imprese Individuali. Il 55% del totale delle imprese opera nelle attività economiche riguardanti Commercio, Attività dei Servizi di Alloggio e Ristorazione e nelle Costruzioni.

Il mercato del LAVORO registra un sostanziale cambiamento dal 2016 al 2017 con un aumento della domanda di lavoro; nel 2017 si registrano segni positivi rispetto all’anno precedente sia nei dati riguardanti l’Occupazione che in quelli relativi alla Disoccupazione; questo si spiega con l’aumento delle forze lavoro, cioè della popolazione attiva che opera nel mercato del lavoro, l’aumento della disoccupazione non è quindi dovuta ad un calo dell’occupazione ma ad un maggior ingresso di popolazione nel mercato del lavoro con conseguente aumento di domanda rispetto all’anno precedente.

Continua anche nel 2017 il trend positivo registrato a partire dal 2015 per ciò che riguarda il TURISMO; in generale sono aumentati sia gli arrivi che le presenze (Italiani ed Esteri), l’incremento è stato caratterizzato da una variazione molto positiva registrata nei mesi invernali che ha sopperito al leggero calo dei mesi estivi. Si evidenziano i sensibili aumenti di turisti provenienti dai paesi dell’est Europa, in particolare Russia, Lituania e Lettonia. Unica località turistica con un movimento in flessione rispetto al 2016 è l’Entroterra Valmarecchia che in quell’anno aveva però registrato numeri particolarmente positivi.

I numeri della SCUOLA dicono che nell’anno scolastico 2017/2018 in provincia di Rimini gli studenti iscritti sono 48.935 (47 iscritti in più rispetto all’anno precedente); all’interno di questa sostanziale invarianza va sottolineato il comportamento inverso tra gli iscritti nelle scuole dell’infanzia e primarie (con un trend negativo registrato negli ultimi 3 anni scolastici) e gli studenti iscritti nelle scuole secondarie di I° e II° grado (con un trend positivo negli ultimi 3 anni scolastici); circa la metà degli studenti iscritti nelle scuole secondarie di II° grado frequenta Licei. Sostanzialmente invariati rispetto all’anno accademico precedente i residenti nella provincia di Rimini che frequentano corsi universitari (circa il 20% dei quali è iscritto ai corsi dell’ateneo di Bologna con sede di Rimini); in calo del 4% sono invece gli studenti iscritti all’università dell’ateneo di Bologna con sede di corso a Rimini, calo maggiormente evidente in chi è iscritto in Chimica-Farmaceutica.

Il 2017 è stato per gli INCIDENTI STRADALI un anno in chiaro-scuro; il dato negativo che subito emerge è l’aumento del numero dei morti, numero che non aumentava dal 2013; continua invece il decremento costante registrato ormai negli ultimi anni nel numero di incidenti stradali e nel numero dei feriti registrati nelle strade. L’aumento nel numero dei decessi si evidenzia tra gli utenti deboli della strada (pedoni e velocipedi) che rappresentano nel 2017 il 50% del totale (nel 2016 rappresentavano il 26% dei decessi totali); come si registra ormai da molti anni la maggioranza degli incidenti con morti o feriti continua ad avvenire tramite scontri frontali o frontali/laterali (il 43% del totale) e nei tratti di strada rettilinei (il 42,8% dei casi).

 

“Siamo tra i pochi enti in Italia che realizzano uno studio di questa completezza – commenta il presidente della Provincia Riziero Santi - e questi non sono numeri aridi e burocratici, anzi, ci restituiscono la cifra dei cambiamenti in atto. Per alcuni versi sono cambiamenti forti, epocali. Sono cambiamenti che dobbiamo saper leggere e comprendere, addirittura in anticipo rispetto al loro concreto realizzarsi. Mi colpisce in particolare un dato che ci viene fornito dagli analisti in generale: oltre il 60% dei bambini che iniziano ad andare a scuola oggi da grande farà un lavoro che nemmeno oggi esiste. Pensiamo alla ricaduta che un dato di questo genere deve avere sulle nostre scelte di programmazione e di pianificazione nei settori della scuola e della formazione. Ci sono poi dati in questa ricerca che ci dicono come stia cambiando la società a tutti i livelli. Una popolazione che cresce lentamente ma cresce per effetto degli operai provenienti dall’Albania e delle badanti dell’est Europa. Un sistema imprenditoriale fondato sulla microimpresa con forte difficoltà di tenuta sul mercato e quindi la necessità di politiche di sistema e di sostegno. Un aumento della domanda di lavoro che si riverbera sul doppio incremento di occupati e disoccupati. Un trend positivo nel settore turistico che non si traduce immediatamente in più occupati e più redistribuzione del reddito. Dimezzamento degli incidenti stradali ma con un congestionamento crescente e la ripresa della mortalità che ci dice della necessità di sviluppare e rendere più efficiente il sistema di trasporto pubblico e delle infrastrutture della mobilità cosiddetta lenta. Mi viene spontanea per il ruolo che rivesto una riflessione su mobilità e infrastrutture tecnologiche: quanti veicoli potremmo togliere dalle strade se alle mille riunioni che richiedono la presenza fisica sostituissimo le videoconferenze? Nel privato più che nel pubblico già succede, ma non quanto potremmo e dovremmo fare. Insomma, cambiamenti che vanno studiati e, attraverso lo studio, possibilmente compresi in anticipo, cambiamenti che ci devono vedere attenti e pronti agli adeguamenti necessari qui ed ora.”

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