Ufficio Pari Opportunità

AFFARI GENERALI E GESTIONE RISORSE UMANE, FINANZIARIE E PATRIMONIALI E INFORMATICHE
Referente: 
Donatella Tassinari
Orario di apertura al pubblico: 

Lunedì - Martedì - Mercoledì - Venerdì: ore 11-13
​Giovedì: ore 11-16

23 Novembre 2017

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne di sabato 25 novembre, si trasmette un intervento della Consigliera di Parità della Provincia di Rimini Carmelina Fierro:

“Ti piace la banana? Ma te con il tuo moroso come lo fai?

Queste alcune delle tante frasi dette da un superiore a una lavoratrice che si è rivolta alla Consigliera di parità. Questo uno dei  dversi casi trattati dall’Ufficio.

Le situazioni sono simili: battute, sorrisi, insinuazioni parole e paroline che dietro nascondono fantasie, rappresentazioni convinzioni che avallano posizione di potere, banalizzando ciò che possiamo invece definire come i primi gradini della cultura dello stupro.

Nell’ascoltare le lavoratrici da una parte e i colleghi, i manager, i datori di lavoro dall’altra mi rendo conto di come spesso nei casi di molestia e di discriminazione di genere non si abbia affatto la percezione della violenza messa in atto.

Le donne mi raccontano l’imbarazzo, lo sconcerto che poi diventano paura. il timore di perdere il lavoro, il timore di dover subire le conseguenze di un rifiuto.

Eppure chi  avanza pretese sessuali, erotizza il proprio linguaggio , confonde la molestia con un’esplicita richiesta o un’avance e non considera che mentre la richiesta presuppone un rifiuto e l’accettazione di un rifiuto; la molestia  presuppone un fastidio e una violenza in caso di rifiuto.

E nel mondo del lavoro, la molestia da parte di un superiore o di un collega diventa problema sul luogo di lavoro e soprattutto  paura di perdere il posto di lavoro.

Ed ecco che comportamenti subdoli a fondo sessuale sfociano in minacce di licenziamento, contestazioni disciplinari, stress e disagio lavorativo

L’azienda non è il luogo dove ostentare la propria volgarità, anche se gli altri maschietti ti sostengono, anche se dirigenti o datori di lavoro eludono quando non direttamente coinvolti.

Si tratta di molestia sul luogo di lavoro, così si chiama e così dobbiamo chiamarla.

Si tratta di un comportamento che ha la stessa radice dello stereotipo per il quale:

l’uomo scopa la donna
uomo =  soggetto
donna = oggetto

Si tratta di comportamenti indesiderati dalle donne,  a connotazione sessuale espressi in forma fisica, verbale e non verbale che non hanno solo lo scopo di portare a letto una donna, ma di violare intimidire, degradare, svilire, offendere, umiliare e spaventare .

Come consigliera di Parità rilevo l’aumento dei casi per molestia nei luoghi di lavoro e nonostante la tanta demagogia sull’argomento credo si debba ancora molto promuovere nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza di tutti sugli effetti e i significati di quel ‘ti piace la banana?’ quando il consenso a chiederlo non c’è.”