Osservatorio Urbanistico - Mosaico dei PRG comunali 



Dopo il trasferimento alle Province della competenza di approvazione delle varianti urbanistiche, avvenuto con la legge regionale n. 6 del 1995, si è avviato un processo di costruzione del Mosaico dei PRG comunali teso a costruire una struttura informativa, versatile e flessibile, capace di soddisfare le diverse esigenze presenti nei soggetti preposti alla pianificazione e gestione del territorio. 

Tale processo di costruzione, supportato dal Servizio Sistemi Informativi Geografici e dal Servizio Urbanistica della Regione Emilia-Romagna, ha come principio fondante quello di procedere attraverso la riproduzione fedele dei contenuti cartografici dei piani (senza quindi operare alcuna sintesi grafica) e la trasposizione dell'apparato normativo attraverso una selezione delle informazioni finalizzata alla rappresentazione dei principali contenuti di piano: la destinazione di zona urbanistica, l’attuazione delle previsioni e la valutazione del carico urbanistico.

Le informazioni contenute nei differenti PRG comunali vengono poi standardizzate secondo un quadro complessivo omogeneo e significativo “di sintesi” definito dal "Modello concettuale e fisico del data-base Sintesi dei PRG" predisposto in ambito regionale.

Questo strumento è quindi articolato sia sulle legende originali dei singoli PRG che sulla “legenda di sintesi” conforme a quanto previsto dal modello concettuale regionale.

Il progetto è finalizzato alla costruzione di un osservatorio urbanistico sempre aggiornato del patrimonio informativo dei Piani Regolatori Comunali.

Infatti, la conoscenza  “aggregata” dei contenuti dei PRG comunali è essenziale per operare tutte le procedure di studio e di valutazione rispetto ai temi della sostenibilità ambientale ed infrastrutturale delle trasformazioni fisiche del territorio, principio guida assunto dalla disciplina e dalla legislazione territoriale ed urbanistica recente.

Il progetto in questione fornisce un innovativo contributo in questa direzione e concorre a definire il “quadro conoscitivo” condiviso del territorio.