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4 febbario 2013
Contrasto all'abusivismo edilizio:
i dati 2012


Il bilancio dell’anno 2012 dell’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio sul territorio provinciale da parte dei Comuni ha prodotto complessivamente (dati provvisori) 244 denunce all’Autorità inquirente competente- trasmesse alla Regione Emilia Romagna e alla Provincia di Rimini-, tra segnalazioni di irregolarità in materia edilizia e istanze di demolizione di manufatti non autorizzati.

Si tratta di un numero pressoché in linea con quello dell’anno 201, quando le denunce arrivarono nell’arco dei 12 mesi a 249 e in crescita rispetto al 2010 allorché le segnalazioni di abuso edilizio si fermarono a 191.

Più nel dettaglio, nel 2012 sono state 145 le segnalazioni nel Comune di Rimini (92 nell’intero anno 2011. Ventisette le denunce a Riccione contro le 40 totali dell’ scorso anno (18 nel 2010). Seguono Santarcangelo con 14 (12 nel 2011 e 21 nel 2010), San Giovanni in Marignano con 11 (15 nel 2011 e 3 nel 2010), Coriano con 8 (9 sia nel 2011 che nel 2010). Alcuni Comuni non hanno ancora completato la trasmissione delle denunce a Regione e Provincia.

“Ci sono diversi modi di commentare questo genere di statistica - afferma l’Assessore all’Urbanistica, Vincenzo Mirra - Sicuramente da parte di alcuni Comuni c’è attenzione e sensibilità nel mettere in atto un’attività ispettiva di contrasto al problema profondo dell’abusivismo edilizio.

Quindi i numeri evidenziano come il fenomeno non diminuisca, a dimostrazione di come la crisi incida di più sull’edilizia legale piuttosto che sulla scorciatoia illegale dell’abuso. E questo pur in un contesto di assoluta attenzione legislativa e normativa alla questione che però - con ogni evidenza - determina l’effetto contrario. Probabile effetto di percorsi amministrativi contorti e diversità interpretativa dei livelli istituzionali coinvolti.

Resta il fatto che il territorio riminese ha bisogno oggi più che mai di essere salvaguardato e protetto e dunque rinnovo il mio invito ad inasprire ulteriormente l’attività di contrasto a questo genere di reati, che- crisi o non crisi- non ha alcuna giustificazione.

Credo però che non basti tutto ciò, se ad essa non si aggiungerà una riforma degli iter amministrativi traguardata alla semplificazione e alla certezza delle tempistiche. Se pensiamo di contrastare questa piaga con i soli agenti della polizia municipale, saremmo degli illusi e soprattutto sempre uno o due passi indietro rispetto a chi cerca e trova tali scorciatoie”
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