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4 aprile 2012
ABUSI EDILIZI: NUMERI IN CRESCITA


Nell’intero arco dell’anno 2011 (periodo 1 gennaio/31 dicembre) l’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio sul territorio provinciale da parte dei Comuni ha prodotto complessivamente 249 denunce all’Autorità inquirente competente (trasmesse alla Regione Emilia Romagna e alla Provincia di Rimini), tra segnalazioni di irregolarità in materia edilizia e istanze di demolizione di manufatti non autorizzati.

Si tratta di un dato in crescita rispetto all’anno 2010, quando le denunce si fermarono a 191. Più nel dettaglio, nel corso del 2011 le segnalazioni nel Comune capoluogo sono state 92 (con un picco nei mesi di aprile e settembre, 13), in calo rispetto all’anno precedente allorché arrivarono a 96. In salita invece le denunce a Riccione: 40 nel 2011 contro le 18 del 2010. Seguono Bellaria Igea Marina con 31 (22 l’anno precedente), San Giovanni in Marignano con 15 (3 nel 2010), Santarcangelo con 12 (21 nel 2010), Coriano con 9 (immutato), Saludecio con 7 (4 nel 2010), Misano Adriatico e Torriana con 6 (rispettivamente 1 e 1 l’anno precedente).

“Non va fatta una lettura solo statistica del fenomeno - dichiara l’Assessore all’Urbanistica, Vincenzo Mirra - I dati in crescita possono anche essere spiegati con l’incremento dell’attività ispettiva da parte dei Comuni, più sensibili rispetto al passato nel combattere quella che continua ad essere una piaga indubbiamente profonda.

I numeri, a tal proposito, mettono in rilievo come il fenomeno sia ben al di là dall’essere al tramonto. Anzi, paradossalmente dimostrano come la crisi che colpisce l’edilizia regolare non colpisca la tentazione di rifugiarsi nell’abuso piccolo o grande.

Mettiamoci pure la farraginosità di alcune norme o l’eterogeneità delle interpretazioni tra territorio e territorio o le pesantezze burocratiche, ma sono proprio alcuni episodi recenti a doverci mettere in guardia circa la tentazione ‘culturale’ persistente a considerare l’abuso edilizio un peccato veniale, magari più giustificabile oggi ‘causa crisi’.

Non è così: il territorio riminese ha bisogno di essere ancora più tutelato da tali assalti quotidiani e per questo il mio invito è di inasprire ulteriormente l’attività di contrasto a questo genere di reati, procedendo contestualmente a tutti i livelli istituzionali alla sfrondamento di norme confuse e contraddittorie che - al di là delle buone intenzioni per cui nascono - spesso risultano il miglior ‘brodo di coltura’ per le scorciatoie proibite.

Ho già richiesto alla regione Emilia Romagna di avviare un progetto pilota sul nostro territorio al fine di monitorare costantemente tutto ciò che è il patrimonio edilizio che viene realizzato e quello esistente in modo da avere un quadro costantemente aggiornato della situazione”
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