Cooperazione internazionale
EDUCARE ALLA PACE


Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra

Gianni Rodari , 'Promemoria'

Jean Michel Folon  - Affiches

La Provincia di Rimini promuove la cultura multietnica
dell'educazione alla pace

in primo piano









21 settembre 2010
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE

Dichiarazione dell’Assessore alla Pace e Cooperazione internazionale della Provincia di Rimini, Mario Galasso:

“Ricorre oggi, martedì 21 settembre, la Giornata internazionale per la pace. Non si tratta solamente di un' importante ricorrenza ma anche di un impegno concreto che ognuno di noi è chiamato a ricoprire nella propria quotidianità, nei propri ambiti lavorativi, nel proprio ruolo educativo e civico.

La pace - il principale obiettivo delle Nazioni Unite - è un bene prezioso. Ne sanno qualcosa le donne e gli uomini che a centinaia di milioni sono ancora intrappolati nella morsa della guerra, della miseria, dell’oppressione, dell’intolleranza e dello sfruttamento.

La pace è uno dei beni più importanti da cercare, costruire e difendere. Un lavoro per tutti, da fare tutti i giorni.

La settimana appena passata, insieme all’Assessore alla Scuola Meris Soldati abbiamo auspicato e chiesto ai docenti delle nostre scuole di inserire il tema della “Pace” nei programmi di studio, non come una materia a se stante, ma come aspirazione, spirito e guida in ogni ambito di studio e ricerca. Un fine a cui tendere.

Purtroppo invece l’agenda della politica e dell’informazione tende spesso a dimenticarsi della parola pace. E se la pace non è un problema da affrontare, figuriamoci la Giornata Internazionale dell’Onu per la Pace

Oggi niente celebrazioni ufficiali, niente programmi speciali. Niente di niente. Come tutti gli altri giorni. è un modo di vivere la politica, la “civitas”, in cui non mi ritrovo.

Per fortuna a fare la differenza, oggi 21 settembre, ci saranno ancora una volta centinaia di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali che si riuniranno in numerose città italiane per ridiscutere e riorganizzare il proprio impegno di pace. Non parole vuote ma idee, piani e progetti da realizzare a scuola e in città, laddove la gente cerca una vita migliore.

La pace ricomincia da qui nonostante la censura mediatica e la miopia della politica. La pace ricomincia da qui, dalla passione e dalla creatività di quella gente che alla pace ci crede e dedica il suo impegno quotidiano".