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22 marzo 2011
contributi all’associazionismo sociale
Presentati i progetti che hanno ottenuti i contributi con i nuovi criteri
per la valutazione contenuti nel bando provinciale



Quattordici progetti scelti per il contributo, l’esordio di un bando pubblico con criteri inediti, un unico tema a legare i diversi progetti. Queste, in estrema sintesi, le caratteristiche del Piano di Riparto 2011 dell’Assessorato ai Servizi Sociali della Provincia di Rimini, con il quale vengono destinati finanziamenti alle associazioni su scala provinciale che presentano proposte progettuali in ambito sociale.

Quello del 2011 è stato il primo piano di riparto che ha utilizzato nuovi criteri per la valutazione dei progetti. Per la prima volta l’Assessorato Politiche Sociali della Provincia di Rimini, ha erogato i contributi previsti attraverso un bando pubblico rivolto alle associazioni del territorio iscritte al registro provinciale delle Organizzazioni di volontariato o delle Associazioni di promozione sociale. Ciò con l’obiettivo di costruire sinergie tra le azioni svolte dalle singole associazioni con il progetto qualificante “Comunità educante e inclusiva” portato avanti dall’Assessorato. In questo modo sarà più facile rafforzare gli interventi sul territorio mettendo in rete le azioni che vanno in una direzione comune e condivisa.

Il bando, che prevedeva diversi criteri per essere ammessi a finanziamento, distribuisce complessivamente € 20.500: 20 i progetti, 14 quelli ammessi al finanziamento, 69 le Associazioni che hanno partecipato al bando.

I progetti sono stati giudicati da una commissione composta dal professor Alain Goussot, docente di pedagogia presso il Dipartimento di psicologia dell’Università di Cesena, dal professor Edgar Serrano docente di pedagogia presso l’Università di Padova e il professor Rabin Chattat docente di psicologia presso il Dipartimento di psicologia dell’Università di Cesena.

I Criteri:

Tutti i Progetti finanziati hanno quindi dovuto dimostrare di avere i seguenti requisiti:

  • essere progetti preparati e da realizzare in rete, ossia pensati, promossi e gestiti da più associazioni (minimo 3).
     
  • prevedere interventi nei seguenti settori: intercultura, disabilità, emarginazione/povertà, esclusione sociale, anziani, minori, famiglia.
     
  • avere un dispositivo di valutazione del progetto che vada nella direzione della partecipazione e della cittadinanza attiva.

Mentre le Associazioni di volontariato e di promozione sociale che presentano il progetto in partnership hanno dovuto garantire di:
 

  • essere tutte regolarmente iscritte nel Registro provinciale delle Odv (organizzazioni di volontariato) o delle Aps (associazioni di promozione sociale)

  • non avere, al momento di presentazione della domanda, progetti simili già finanziati dalla Provincia e non ancora conclusi.

Tra i progetti che rispecchiano i requisiti sopraelencati, sono stati privilegiati quelli che:

  • rendono protagonisti i soggetti cosiddetti “svantaggiati” o “assistiti”, che da beneficiari possono così diventare parte attiva delle azioni che li riguardano, con l’obiettivo di uscire dalla logica assistenzialistica.
     

  • sono innovativi sul piano della metodologia, della partecipazione e della costruzione di spazi di cittadinanza attiva.
     

  • sono insieme spazio d’incontro, di cooperazione e di lettura dei bisogni, nonché luogo di risposte co-educative e co-evolutive per tutti gli attori della comunità.

    Rimangono inoltre validi i requisiti già previsti dal “Regolamento provinciale per il riparto dei contributi”
    secondo il quale le domande, per essere ammesse, devono contenere:
     

  • l’esatta quantificazione del contributo richiesto;
     

  • una relazione illustrativa che delinei la rilevanza sociale e territoriale dell’attività o dell’iniziativa per cui si chiede il contributo;
     

  • i relativi destinatari e fruitori;
     

  • i costi e le risorse finanziarie, specificando i mezzi e la provenienza degli stessi.

Si precisa che il finanziamento concesso dalla Provincia non può in ogni caso superare il 70% del costo complessivo del progetto. La differenza del co-finanziamento rimane a carico dell’Associazione o di un altro soggetto o sponsor privati. Il contributo assegnato, in ogni caso, non può superare i 3.000 € per progetto.

Ai progetti ai quali verrà concesso il contributo potrà anche essere assegnato (se le associazioni proponenti sono concordi) un coordinatore di progetto, che aiuterà i volontari nella gestione e nella realizzazione delle azioni e manterrà i rapporti con la Provincia. Questo grazie alle convenzioni dell’ Assessorato ai servizi Sociali con la Facoltà di Scienze della Formazione (Polo di Rimini) e la Facoltà di Psicologia (Polo di Cesena) dell’Università di Bologna, che permette alla Provincia di accogliere gli studenti per i tirocini.


I progetti finanziati dal Piano di riparto provinciale