PROGETTO LUDOTECA collegamenti normativi


PIANO TRIENNALE DELLE AZIONI POSITIVE 2003/2005
articolo 7. comma 5, decreto legislativo 196/2000

La legge n.125/1991 "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro", e i decreti legislativi 196/2000 e 165/2001 prevedono che le amministrazioni pubbliche predispongano un piano di Azioni Positive che miri al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

condizioni di parità e pari opportunità per tutto il personale dell'Ente

uguaglianza sostanziale fra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità di lavoro e di sviluppo professionale

valorizzazione delle caratteristiche di genere.

In tale ambito si intendono realizzare le seguenti azioni:


DESCRIZIONE AZIONI

1. Acquisizione e diffusione della conoscenza sulle problematiche relative alle pari opportunità, rilevazione ed elaborazione di dati per statistiche di genere

Allo scopo di diffondere in tutti gli uffici dell'Ente una maggiore consapevolezza delle problematiche di pari opportunità e di genere, per una condivisione degli obiettivi ed una partecipazione attiva alle azioni da intraprendere, si prevede di:

Promuovere in tutti gli uffici una fase di analisi degli aspetti che hanno attinenza con le Pari Opportunità e per costruire una rete in grado di raccogliere e fornire informazioni su tali tematiche. Tale promozione potrebbe avvenire anche attraverso diffusione di materiale e seminari informativi sulle conoscenze acquisite e sui contesti normativi sulle Pari Opportunità.

Effettuare indagini specifiche mediante questionari e/o interviste al personale dell'Ente, a cura del Comitato per le Pari Opportunità, e con la collaborazione del Servizio Organizzazione e Personale, sui temi della posizione delle donne nell'organizzazione del lavoro in essere e nelle attuali dinamiche di carriera per tutto il personale.


2. Partecipazione alle iniziative Europee

Allo scopo di mantenere un aggiornamento costante sull'evoluzione della politica della UE nelle pari opportunità e di avvalersi dei fondi stanziati dalla UE a questi scopi si prevede di promuovere collaborazioni con altri Enti per la formulazione di proposte di progetti da presentare alla UE in applicazione della decisione del Consiglio Europeo 2001/51/CE concernente la strategia comunitaria in materia di parità tra uomini e donne (2001-2005).



3. Sostegno straordinario al personale in condizioni di disagio

Allo scopo di migliorare l'utilizzo delle risorse umane dell'Ente o di non disperdere le competenze raggiunte da parte di personale in temporanea e straordinaria condizione di disagio adeguatamente documentata, si prevede di:

individuare in sede di contrattazione decentrata, di concerto con il Comitato Pari Opportunità, forme di flessibilità finalizzate al superamento di specifiche situazioni di disagio dei dipendenti o dei loro familiari;

istituire un apposito fondo con il quale finanziare iniziative volte a facilitare il reinserimento del dipendente che si trovi nelle condizioni di non potere partecipare attivamente al lavoro per lunghi periodi, per cause familiari o per particolari condizioni psico-fisiche, nonché per finanziare iniziative volte all'accrescimento del livello d'istruzione dei dipendenti.

Il fondo potrà essere utilizzato:

per programmi di formazione individuale straordinaria;

per telelavoro e altre forme di flessibilità non previste dal contratto nazionale di lavoro;

per abbattere i costi delle rette degli asili nido e delle scuole materne e per favorire l'accesso dei figli di dipendenti esclusi dalle strutture preposte, tramite convenzioni o contributi diretti al genitore dipendente;

per iniziative volte ad incentivare l'acquisizione di titoli di studio superiori o universitari, studi spesso interrotti, soprattutto dalla componente femminile del personale per ragioni di cura familiare. (esempi: incentivi economici che agiscono sulle tasse o sui libri di testo)

per fronteggiare situazioni di disagio psicologico dei dipendenti, che possano essere presenti in un ambiente di lavoro con una derivazione familiare, sociale e, non da ultima, lavorativa, attivando convenzioni con professionisti (psicologi), che possano dare concrete risposte, anche in termini terapeutici;

per fronteggiare situazioni di flessibilità di orario legate al disagio familiare.

La regolamentazione dell'uso di tale fondo avverrà di concerto con il CPO.

4. Valorizzazione della componente femminile dell'Ente

Allo scopo di valorizzare le attitudini e competenze della componente femminile dell'Ente si prevede di progettare percorsi formativi volti a promuovere competenze specifiche e professionali, attitudini e capacità dirigenziali delle donne, così come previsto dalla normativa sulle Pari Opportunità (decreto legislativo 165/01 art. 57).


PIANO ANNUALE 2003

Nell'ambito del Piano triennale, per l'anno 2003 si prevede di dare attuazione ai seguenti progetti con l'ausilio dell'Assessorato alle Pari Opportunità e del Comitato per le Pari Opportunità:

1) analisi delle problematiche tecnico-giuridiche in materia di telelavoro e verifica dei modelli organizzativi più idonei per progettare e avviare sperimentazioni in tale campo. In particolare si ritiene opportuno realizzare un'indagine presso dipendenti e dirigenti per verificare la fattibilità e la disponibilità a realizzare sperimentazioni di telelavoro all'interno dell'Ente;

2) verifica della possibilità di erogare contributi a sostegno di dipendenti per il pagamento delle rette degli asili nido e delle scuole materne;

3) verifica della possibilità di favorire l'accesso dei figli di dipendenti a strutture pubbliche e/o private di asili nido e scuole materne anche mediante convenzioni;

4) programmi di formazione straordinaria per dipendenti al rientro da periodi di congedo parentale.

Sull'attività svolta verrà data periodica informazione ai Sindacati e al Comitato per le Pari Opportunità.

MODALITA' DI FINANZIAMENTO

L'Amministrazione Provinciale finanzia il presente piano per l'anno 2003 con risorse proprie pari complessivamente a € 10.000.

Inoltre l'Amministrazione si attiverà per verificare la possibilità di presentare uno o più progetti per accedere ai finanziamenti messi a disposizione dal Ministero del Lavoro (legge 125/91, scadenza: 30 novembre di ciascun anno e legge 53/00, scadenza 10 febbraio, 10 giugno, 10 ottobre di ciascun anno), e a quelli del Fondo Sociale Europeo ed ai fondi della UE.