Centro Regionale contro le discriminazioni
RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI RIMINI

La Provincia di Rimini, con gli enti locali e le associazioni del terzo settore, aderisce alla rete regionale contro le discriminazioni, promuovendo l’attivazione delle funzioni previste dal Centro regionale contro le Discriminazioni presso le significative risorse ed esperienze già esistenti (ad esempio gli sportelli informativi per stranieri o quelli sui diritti di patronati e organizzazioni sindacali, le numerose associazioni, le consigliere di parità ecc) valorizzandone ruolo e funzioni anche nell´ottica dell’antidiscriminazione in materie di lavoro, genere, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali, ecc.
   

   
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I riferimenti legislativi


Delibera dell'Assemblea regionale n. 45/2006
PROGRAMMA TRIENNALE 2006-2008
PER L'INTEGRAZIONE DEI CITTADINI STRANIERI



Articolo 17 - Piano regionale di azioni contro la discriminazione

La L.R. 5/2004 ha introdotto con uno specifico articolo ( art. 9) il tema delle misure e degli interventi contro la discriminazione, prevedendo la approvazione di un piano regionale finalizzato alla definizione di azioni contro la discriminazione.

A livello regionale è prevista la istituzione di un "Centro regionale sulle discriminazioni", da attivarsi entro il 2007, sulla base di quanto previsto dall'art. 44 del D.Lgs 286/98 ed in osservanza dei decreti legislativi 215 e 216 del 9 luglio 2003.

Si tratta pertanto di procedere ad una azione regionale di rete in materia di contrasto alle discriminazioni che costituisca il presupposto territoriale del suindicato Centro regionale.

Tale Centro dovrà assolvere a quattro funzioni fondamentali:

Prevenzione: nel senso di impedire la nascita e il formarsi di comportamenti discriminatori per far sì che il principio di parità di trattamento diventi patrimonio educativo e culturale di ogni singolo individuo. In questo senso potranno essere utili campagne informative, incontri in ambito scolastico, attività di sensibilizzazione e confronto con gli enti locali, il mondo non-profit, le parti sociali.

Promozione: nel senso di sostenere progetti ed azioni positive volte ad eliminare alla base le situazioni di svantaggio, favorire la promozione di accordi e/o protocolli innovativi tra soggetti diversi caratterizzati da un reciproca responsabilizzazione su questa materia, e sviluppare studi, ricerche, corsi di formazione e scambi con altri Paesi appartenenti all'Unione Europea;

Rimozione: nel senso di offrire opportunità e sostegno in termini di orientamento, assistenza e consulenza legale al fine di contribuire a sanare una situazione con la contestuale rimozione degli effetti pregiudizievoli già realizzatesi;

Monitoraggio e verifica: nel senso di impostare un lavoro di costante osservazione del fenomeno nel territorio regionale, attraverso la produzione annuale di dati e ricerche al fine di consentire un approfondimento analitico del fenomeno discriminatorio, ricercando la massima collaborazione con i soggetti istituzionali e del mondo associativo che si occupano specificatamente di tutela contro le discriminazioni (di sesso, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali,...) ai sensi dell'art. 21 della "Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione Europea".

In tal senso il Centro regionale dovrà produrre annualmente una relazione all’Assemblea legislativa regionale sulla applicazione del principio di parità di trattamento in ambito regionale e sulle specifiche attività realizzate dal Centro regionale;

Compiti del Centro regionale saranno anche quelli di attivare una forma costante di collaborazione e confronto nei confronti dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, promosso dal Ministero per le Pari Opportunità ed insediatosi a dicembre 2004 - anche attraverso l’eventuale decentramento del call center nazionale quale metodo diretto ed efficace di rilevazione e osservanza delle discriminazioni -, nonché di attivare forme di collaborazioni con altre Regioni che intendono costituire analoghi Centri regionali.

Anche a livello locale, occorre procedere all'avvio e implementazione di azioni contro la discriminazione imperniate sulle quattro azioni strategiche suindicate: prevenzione, promozione, rimozione, monitoraggio e verifica. In questo senso appare opportuno procedere allo sviluppo e consolidamento di una rete provinciale di soggetti pubblici e non, che a vario titolo si occupano di discriminazione, coordinati dalle singole Amministrazioni provinciali e finalizzati ad elaborare specifici piani di intervento di ambito provinciale in raccordo con il Centro regionale sulle discriminazioni.