Centro Regionale contro le discriminazioni
RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI RIMINI

La Provincia di Rimini, con gli enti locali e le associazioni del terzo settore, aderisce alla rete regionale contro le discriminazioni, promuovendo l’attivazione delle funzioni previste dal Centro regionale contro le Discriminazioni presso le significative risorse ed esperienze già esistenti (ad esempio gli sportelli informativi per stranieri o quelli sui diritti di patronati e organizzazioni sindacali, le numerose associazioni, le consigliere di parità ecc) valorizzandone ruolo e funzioni anche nell´ottica dell’antidiscriminazione in materie di lavoro, genere, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali, ecc.
   

   
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Il ruolo della Provincia di Rimini
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Il ruolo della Provincia di Rimini


La Provincia assume le funzioni di coordinamento e monitoraggio delle reti antidiscriminazione dei distretti e delle attività svolte, raccordandosi con la Regione Emilia-Romagna, secondo le modalità già indicate nel Protocollo regionale di intesa in materia di iniziative contro le discriminazioni firmato il 26 gennaio 2007.

Nella logica di rafforzare le eventuali esperienze di reti già attive in campi analoghi, la Provincia invita ad aderire alla rete territoriale del Centro Regionale contro le discriminazioni tutti i soggetti sottoscrittori del protocollo regionale nelle loro espressioni locali e le altre figure istituzionali di esperienza nel campo delle discriminazioni di genere, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali, ecc ( quali difensori civici, consigliere di parità, consulte locali, giudici di pace, patronati, centri antiviolenza, associazioni di migranti e di tutela dei diritti, associazioni iscritte al registro regionale, associazioni di donne migranti, organizzazioni per la tutela dei diritti dei disabili, delle persone anziane, degli omosessuali).

Le Province, a partire anche dall’esperienza dei Piani di zona ed eventualmente avvalendosi degli Osservatori immigrazione già istituiti, sono deputate al raccordo tra ambiti distrettuali e Regione e al monitoraggio dei casi su base provinciale.

Ai sensi dell’art. 17 del Programma 2006-2008 per l’integrazione dei cittadini stranieri alle Province spettano l’elaborazione di specifici piani di intervento, le funzioni di coordinamento e monitoraggio delle reti antidiscriminazione dei distretti e delle attività svolte raccordandosi con la Regione Emilia-Romagna secondo le modalità già indicate nel Protocollo regionale e nell’ambito dei contesti tecnici e istituzionali individuati.

Province e Comuni capo-distretto rivestono un ruolo fondamentale nella individuazione dei nodi delle reti territoriali e nell’attività istruttoria relativa.

Province e Comuni capo-distretto d´intesa, anche attraverso la definizione di protocolli o accordi con gli altri soggetti pubblici e con i soggetti privati dei rispettivi territori, coordinano e gestiscono, in sede locale, l´operatività delle reti anti-discriminazione della zona distrettuale tenendo conto delle forme di raccordo che le parti firmatarie intendono definire al fine di garantirne il più efficace funzionamento.