Centro Regionale contro le discriminazioni
RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI RIMINI

La Provincia di Rimini, con gli enti locali e le associazioni del terzo settore, aderisce alla rete regionale contro le discriminazioni, promuovendo l’attivazione delle funzioni previste dal Centro regionale contro le Discriminazioni presso le significative risorse ed esperienze già esistenti (ad esempio gli sportelli informativi per stranieri o quelli sui diritti di patronati e organizzazioni sindacali, le numerose associazioni, le consigliere di parità ecc) valorizzandone ruolo e funzioni anche nell´ottica dell’antidiscriminazione in materie di lavoro, genere, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali, ecc.
   

   
IN PRIMO PIANO 
Il ruolo della Provincia di Rimini
Gli Sportelli nella provincia di Rimini
Aderire alla rete
I riferimenti legislativi
Per saperne di più

Le funzioni del Centro antidiscriminazione


Il Centro regionale contro le discriminazioni opera attraverso una rete di nodi e sportelli territoriali e interviene rispetto a 4 macro obiettivi che corrispondono ad altrettante funzioni:


1. prevenzione per impedire la nascita e il formarsi di comportamenti discriminatori e per far sì che il principio di parità di trattamento diventi patrimonio educativo e culturale di ogni singolo individuo (es. campagne informative, incontri in ambito scolastico, attività di sensibilizzazione e confronto con gli enti locali, il mondo non-profit, le parti sociali);


2. promozione e sostegno di progetti ed azioni positive, con diffusione delle migliori pratiche, volte ad eliminare alla base le situazioni di svantaggio, favorire la promozione di accordi e/o protocolli innovativi tra soggetti diversi caratterizzati da un reciproca responsabilizzazione su questa materia, e sviluppare studi, ricerche, corsi di formazione e scambi con altri Paesi appartenenti all´Unione Europea;


3. rimozione delle condizioni di discriminazione, intesa sia come possibilità di ridurre o superare comportamenti discriminatori conseguenti ad atti e norme non univocamente interpretabili sia come possibilità di sanare una situazione caratterizzata da effetti pregiudizievoli già realizzatesi, tramite l’offerta di opportunità di sostegno, assistenza, orientamento e consulenza legale;


4. monitoraggio e verifica attraverso un lavoro di costante osservazione del fenomeno nel territorio regionale, collaborando con i soggetti istituzionali e del mondo associativo che a vario titolo si occupano di tutela contro le discriminazioni indicate dall´art. 21 della “Carta dei diritti fondamentali dell´Unione Europea” (di sesso, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali, ecc).