Centro Regionale contro le discriminazioni
RETE TERRITORIALE DELLA PROVINCIA DI RIMINI

La Provincia di Rimini, con gli enti locali e le associazioni del terzo settore, aderisce alla rete regionale contro le discriminazioni, promuovendo l’attivazione delle funzioni previste dal Centro regionale contro le Discriminazioni presso le significative risorse ed esperienze già esistenti (ad esempio gli sportelli informativi per stranieri o quelli sui diritti di patronati e organizzazioni sindacali, le numerose associazioni, le consigliere di parità ecc) valorizzandone ruolo e funzioni anche nell´ottica dell’antidiscriminazione in materie di lavoro, genere, di razza, di origine etnica o sociale, di caratteristiche genetiche, di lingua, religione, di età, handicap, tendenze sessuali, ecc.
   

   
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Cosa è la discriminazione


Cosa costituisce discriminazione
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Costituisce discriminazione qualsiasi comportamento che, direttamente o indirettamente, porti a distinguere, escludere, limitare o preferire una persona sulla base del genere di appartenenza, dell’orientamento sessuale, dell’età, della religione o delle convinzioni personali, dell’origine etnica, delle condizioni di disabilità e che abbia lo scopo o l'effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l'esercizio, in condizioni di parità, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica.

Si parla di discriminazione diretta quando una persona, per i motivi sopra indicati, è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un’altra persona in una situazione analoga.

Si parla invece di discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio o una pratica apparentemente neutri possono mettere una persona in una posizione di particolare svantaggio a causa del genere di appartenenza, dell’orientamento sessuale, dell’età, della religione o delle convinzioni personali, dell’origine etnica, delle condizioni di disabilità.

Discriminazioni multiple

Il principio di non discriminazione non può essere frazionato né può essere considerato come una politica a sé: deve piuttosto essere integrato nelle scelte e nelle decisioni, sul piano legislativo, regolamentare e delle prassi, in ogni momento e ogni settore (ENAR).

Il fenomeno della discriminazione multipla, di cui sono vittime le persone discriminate in ragione di più fattori richiede particolare attenzione. Si pensi, ad esempio, alle donne straniere, alle persone omosessuali straniere, alle persone disabili anziane o alla persona straniera e di una determinata confessione religiosa.

Le persone vittime di tali discriminazioni vivono in una situazione di esclusione e disparità che ha un impatto notevolmente superiore alla semplice sommatoria dei disvalori delle singole forme di discriminazione. La gravità di tali fenomeni è proporzionalmente più grave, in quanto crea nuove forme di discriminazione nei confronti delle quali occorre utilizzare degli strumenti di intervento e di prevenzione specifici, dovuti all'elevato e preoccupante livello di vulnerabilità.

Combattere la discriminazione multipla, in particolare nei confronti delle donne migranti e appartenenti a minoranze etniche è un obiettivo dell'UE nel periodo 2006-2010. Le donne che appartengono a gruppi svantaggiati sono spesso in una posizione peggiore rispetto agli uomini. La situazione delle donne migranti e appartenenti a minoranze etniche è emblematica: sono spesso vittime di una doppia discriminazione.


Ulteriori informazioni sulle politiche dell’UE contro la discriminazione
http://europa.eu.int