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17 luglio 2013
mercato del lavoro e occupazione

Presentati i dati nella provincia di Rimini relativi al primo semestre 2013

Il Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Provincia di Rimini presenta il nuovo numero del Bollettino del Lavoro. Esso si propone come un documento di sintesi che, a cadenza trimestrale, intende fornire un quadro aggiornato sulle tendenze del mercato del lavoro provinciale.

Il Bollettino prende in esame le sintesi sia dei dati del secondo trimestre, vale a dire il periodo compreso fra l’1 aprile ed il 30 giugno, sia quelli relativi ai primi sei mesi del 2013 (01.01 - 30.06), comparando entrambi con gli stessi periodi dell’anno precedente.


IL SECONDO TRIMESTRE 2013

Gli avviamenti registrati in provincia di Rimini nel secondo trimestre 2013 sono 39.311. Essi comprendono tutti i rapporti di lavoro dipendente attivati nei mesi di aprile, maggio e giugno da aziende private ed enti pubblici, aventi sede legale o unità locale sul territorio provinciale2. Grazie alla tabella 1 si può constatare una riduzione di oltre 6.000 assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2012 (45.479 unità), corrispondente ad un calo del 13,6% su base annua.



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Questi dati confermano e amplificano i saldi negativi già emersi nei primi tre mesi del 2013 sia nel numero degli avviamenti (- 4,7%) che in quello degli avviati (- 1,1%). Va, inoltre, sottolineato come il sistema produttivo riminese, centrato sul turismo stagionale, realizzi solitamente nel periodo compreso tra aprile e giugno, una quota assai significativa delle assunzioni registrate complessivamente nell’arco dell’anno. Il quadro che emerge non è quindi confortante per il territorio provinciale dove neppure l’avvicinarsi della stagione estiva sembra aver ridato vigore alla domanda di lavoro.

Il confronto con l’anno precedente mostra una variazione di segno negativo anche riguardo alle persone assunte, sebbene più contenuta nelle dimensioni. Nel secondo trimestre 2013, infatti, gli avviati al lavoro in provincia di Rimini sono 31.276; vale a dire 3.283 in meno rispetto al 2012 (34.559 unità), con una riduzione del 9,5%.

Ma quanti di essi sono ancora attivi al termine del periodo analizzato?
Se la comparazione fra il secondo trimestre 2013 e 2012 rivela un considerevole calo degli avviamenti è interessante conoscerne l’esito al termine del periodo considerato (30 giugno), introducendo nell’analisi le cessazioni e riproponendo il confronto fra gli ultimi due anni.

Degli oltre 39.300 avviamenti iniziati nei mesi di aprile, maggio e giugno 2013, sono 27.665 quelli in essere all’inizio di luglio, pari al 70,4%; mentre 11.646, vale a dire il 29,6%, si sono conclusi prima di quella data. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente diminuisce sia il numero dei rapporti ancora attivi (erano 29.412 nel 2012) sia, soprattutto, quello delle cessazioni (16.067); così che l’incidenza di queste ultime si riduce di 5,7 punti percentuali, con il corrispondente incremento nel peso dei rapporti lavorativi in essere.


IL PRIMO TRIMESTRE 2013

Dopo questa breve analisi relativa al periodo aprile-giugno, si tratta ora di ampliare l’osservazione ai primi sei mesi dell’anno, utilizzando le stesse modalità comparative adottate in precedenza.



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Dalla lettura della tabella 2 si osserva, innanzitutto, una sensibile diminuzione degli avviamenti registrati sul territorio provinciale, che nel primo semestre passano dalle circa 66.000 unità del 2012 alle 59.757 del 2013, con una riduzione su base annua del 9,4%. Negativa è anche la variazione degli avviati, i quali scendono da 46.125 a 42.553, facendo segnare una contrazione in termini percentuali del 7,7%. Il bilancio relativo alla prima metà del 2013 presenta, quindi, un consistente calo sia delle assunzioni (- 6.183 rispetto al 2012), sia delle persone assunte (- 3.572), confermando il perdurare nel contesto riminese di una situazione fortemente critica sul versante occupazionale.

L’analisi della durata degli avviamenti ci segnala come, dei 59.757 nuovi rapporti lavorativi, comunicati nel primo semestre 2013, il 39,5% (23.609 unità) si sia concluso entro il mese di giugno, mentre alla stessa data il 60,5% di essi risulta attivo (36.148 unità). Nel 2012 l’incidenza di questi ultimi era, invece, del 58% (38.263 unità), laddove gli avviamenti cessati a breve termine rappresentavano il 42% (27.677 unità).


TREND PER SETTORE

Tutti i settori dell’economia riminese registrano rilevanti saldi negativi nel confronto su base annua, con l’unica eccezione del comparto primario che mostra un lieve incremento (0,7%), mantenendo il numero di avviamenti poco sotto le 1.900 unità.

Il dato peggiore è quello delle aziende manifatturiere dove le assunzioni sono scese dalle 2.562 del primo semestre 2012 alle 1.774 del 2013, corrispondente ad un calo del 30,8%. Anche se in termini percentuali questa variazione è comunque inferiore a quella del primo trimestre (- 33,9%), si deve sottolineare come il trend negativo dell’industria locale prosegua ininterrottamente da un anno e mezzo (l’ultima variazione positiva risale al terzo trimestre 2011) ed i nuovi rapporti lavorativi creati dalla manifattura nella prima metà dell’anno siano addirittura inferiori a quelli del settore agricolo (1.875 unità).

Altrettanto critica appare la situazione delle imprese edili presso le quali il numero di assunzioni scende nel 2013 a 1.281 dalle 1.568 del 2012, facendo registrare un calo su base annua del 18,3%. Mentre le difficoltà dell’edilizia rappresentano una costante dall’avvento della crisi, la flessione del settore commerciale costituisce un fenomeno recente, per lo meno in queste dimensioni, dal momento che gli avviamenti nel commercio sono passati dai 4.851 del primo semestre 2012 ai 4.171 del 2013, con una riduzione del 14%.

Più contenute risultano invece le perdite nella categoria degli ‘Altri servizi’ che comprendono tutto il terziario ad esclusione delle attività commerciali e di quelle ricettivo-ristorative. Le assunzioni riconducibili a questo macro-settore scendono a distanza di un anno da 18.242 a 17.130, corrispondenti ad un calo del 6,1%, che è comunque superiore a quello rilevato nel primo trimestre (- 3,8%).

Restano, infine, le imprese ricettivo-ristorative presso le quali i nuovi rapporti di lavoro attivati nei primi sei mesi si riducono dai 36.833 ai 33.518 dell’anno in corso. Se nel periodo gennaio-marzo 2013 il buon andamento di questo comparto (+ 13,2%) era quasi riuscito a compensare il calo degli avviamenti rilevato in tutti gli altri settori, alla fine di giugno esso fa registrare una contrazione del 9%.

Le variazioni appena descritte non hanno modificato in modo rilevante la composizione percentuale degli avviamenti in base al settore di attività, così come si evince dalla tabella 3.



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Nonostante il consistente calo descritto in precedenza il ruolo predominante spetta sempre ad alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, le cui assunzioni rappresentano circa il 56% del totale semestrale sia nel 2012 che nel 2013. Relativamente agli altri settori la quota del commercio si mantiene intorno al 7%, così come il comparto primario e le costruzioni restano rispettivamente in prossimità del 3% e poco sopra il 2%. Sotto questo profilo va evidenziato che nella prima metà del 2013 il peso delle assunzioni registrate dal settore agricolo è maggiore sia di quello dell’edilizia che della manifattura.


ASSUNTI, CON QUALE CONTRATTO?

Nel periodo gennaio-giugno 2013 praticamente due assunzioni su tre (66,1%) in provincia di Rimini sono state attivate mediante lavoro dipendente a tempo determinato, facendo segnare una notevole crescita di ben 11 punti rispetto alla percentuale del 2012 (55,1%). Cresce, seppur lievemente, anche il peso dei contratti standard a tempo indeterminato i quali passano dal 4,9% al 5,4%, che rappresenta comunque un valore ampiamente minoritario.

Più significativo è, invece, l’aumento di 4,1 punti percentuali nell’incidenza dell’apprendistato che nel 2013 raggiunge il 6%, ritornando sostanzialmente ai livelli del primo semestre 2011 (6,6%).
Positiva risulta anche la variazione dei contratti di somministrazione lavoro che passano dal 2,9% del 2012 al 3,7 dell’anno in corso (+ 0,8 punti); mentre i rapporti di collaborazione si riducono leggermente di 0,4 punti arrivando al 3,2% e gli altri contratti atipici rimangono stabili con lo 0,7%.

Infine, per quanto concerne il lavoro intermittente, i primi sei mesi del 2013 confermano quell’inversione di tendenza iniziata nella seconda parte del 2012, dopo un triennio di crescita continua. A distanza di un anno, l’incidenza dei contratti ‘a chiamata’ si è praticamente dimezzata, passando dal 30,9% al 14,9% (- 16 punti percentuali), che rappresenta un vero e proprio tracollo anche in termini assoluti con oltre 11 mila avviamenti in meno.


CHI SONO GLI ASSUNTI

Nella prima metà del 2013 le donne avviate sono 22.900 ed il loro numero scende dell’8,1% rispetto al 2012. Una riduzione leggermente inferiore si riscontra tra gli uomini che passano da 21.209 a 19.651, facendo registrare un calo del 7,3%. La presenza di variazioni negative non distanti tra loro, fa sì che la distribuzione percentuale in base al genere delle persone assunte rimanga pressoché la stessa con la componente femminile vicina al 54% e quella maschile intorno al 46%.

La riduzione delle persone assunte interessa, invece, in modo particolare due categorie di lavoratori: coloro che non risiedono sul territorio provinciale e i soggetti tra i 25 e i 34 anni, per entrambi i quali la variazione negativa su base annua supera il 10%.

Per quanto riguarda l’età dei neo assunti è il gruppo dei 15-24enni a subire le perdite minori, dal momento che al loro interno gli avviati rimangono intorno alle 7.800 unità, con un calo appena dello 0,4%. Assai più consistente è la riduzione tra i 25-34enni, la cui presenza diminuisce di oltre 1.400 unità, pari al 10,5%, scendendo poco sopra i 12 mila lavoratori. Anche le persone con età compresa fra i 35 e 44 anni subiscono in modo maggiore rispetto ad altre coorti il venir meno della domanda lavorativa ed il loro numero scende da 12.253 a 11052, che significa un calo del 9,8%.

Infine, gli avviati over 45 nel primo semestre 2013 sono 11.671, vale a dire circa un migliaio in meno rispetto al 2012 (12.605) e una variazione tendenziale negativa del 7,4% che risulta appena inferiore al dato medio provinciale (- 7,7%). L’incidenza percentuale di quest’ultimo gruppo sul totale delle persone assunte rimane praticamente la stessa negli ultimi due anni (27,4% e 27,3%); mentre si riduce sia quella dei 35-44enni (- 0,6 punti percentuali), sia quella dei 25-34enni (- 0,8 punti).

L’unica coorte di età ad aumentare il proprio peso sugli avviati nei primi sei mesi dell’anno è quella dei 15-24enni, i quali passano dal 17% del 2012 al 18,3% del 2013 (+ 1,3 punti percentuali). Sono proprio i giovanissimi ad essere meno penalizzati dalla significativa contrazione nella domanda di manodopera che ha colpito tutti i settori dell’economia locale, seppur con le differenze prima evidenziate

   
 

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