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24 luglio 2012

Lavoratori Stagionali
dichiarazione dell’Assessore alle politiche del lavoro della Provincia di Rimini, Meris Soldati

Accolgo con grande preoccupazione l’inserimento, all’interno della riforma del lavoro del Governo, della così detta “mini aspi”. Si tratta nello specifico di una norma che prevede l’innalzamento della soglia per percepire l’assegno di disoccupazione da parte dei lavoratori stagionali.

La norma andrebbe dunque a colpire una categoria di lavoratori molto numerosa ed importante per il nostro settore turistico. Purtroppo è evidente, anche in questo caso, come il Governo si muova con una logica “lineare”, ovvero una parificazione che non tiene in alcun conto le specificità e caratteristiche dei diversi territori, portandoci di fatto indietro di decenni.

È bene ricordare infatti come l’acquisizione dei diritti e degli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali, impiegati soprattutto nel settore turistico, sia stata una conquista importante non venuta dal nulla, ma frutto di battaglie combattute con grande convinzione. Il sistema di tutela e sostegno ai lavoratori stagionali è stato infatti un tassello fondamentale nello sviluppo e affermazione di un sistema turistico maturo e d’avanguardia come il nostro.

La nuova normativa va a ridurre in maniera pesantissima le tutele dei lavoratori stagionali sia per quanto riguarda l’indennità di disoccupazione sia quanto al riconoscimento dei contributi ai fini pensionistici. Non va inoltre sottovalutato il rischio che, in assenza di questa tipologia di ammortizzatori sociali, si possa assistere ad una riemersione su larga scala del lavoro nero.

L’indennità di disoccupazione per gli stagionali era anche lo strumento per far emergere il nero. Esso infatti rappresentava anche un incentivo per i lavoratori a pretendere la regolarizzazione piena dell’intero rapporto di lavoro stagionale, con il risultato di far emergere quelle situazioni di nero che caratterizzavano certi settori. Questa norma rischia dunque di mettere in difficoltà una tipologia occupazionale che, soprattutto a causa della crisi economica, sta tornando ad essere un salvagente anche per molte famiglie e lavoratori “riminesi”.

Si rischia dunque un grave passo indietro, francamente incomprensibile, al quale mi auguro si possa arrivare rapidamente ad un ripensamento che cambi una normativa che così concepita appare profondamente iniqua, in quanto doppiamente penalizzante per una categoria di lavoratori già di per sé fragile.”

   
 

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