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3 febbraio 2011
Sostegno ai lavoratori frontalieri

il Presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, ha incontrato nella sede di corso d’Augusto una delegazione di sindacati italiani e sammarinesi per affrontare le problematiche relative ai lavoratori frontalieri. Insieme a Vitali, per la Provincia di Rimini, era presente all’incontro anche l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Meris Soldati.

I frontalieri sono tra quelle categorie di lavoratori che maggiormente hanno risentito degli effetti della crisi economica; molti di loro si trovano già da mesi inseriti in percorsi di cassa integrazione, o di mobilità secondo le normative sammarinesi.

La Provincia di Rimini si è impegnata a coordinare i rapporti con la Regione Emilia Romagna, che ha già approvato un ordine del giorno (presentato dai due consiglieri regionali del territorio riminese, Roberto Piva e Marco Lombardi) in cui sollecita un intervento nazionale in deroga alla normativa attuale, per favorire politiche attive equiparando questi lavoratori disoccupati (molto spesso qualificati o specializzati) a coloro che hanno perso il lavoro in Italia, attraverso l'iscrizione alle liste di mobilità ai sensi della legge 236/1993 in modo che le imprese italiane possano beneficiare degli incentivi previsti, anche in caso di assunzione di disoccupati ex frontalieri.

Saranno inoltre attivati immediatamente contatti con la Repubblica di San Marino per verificare, insieme, possibili proposte che non penalizzino i lavoratori italiani.

“Vista la criticità della situazione in cui versano i lavoratori e le loro famiglie (sono oltre 6.000 i lavoratori frontalieri occupati nelle imprese sammarinesi) - spiega il Presidente Stefano Vitali - è necessario lavorare insieme con la Regione Emilia Romagna e con la Repubblica di San Marino, verificando ogni possibilità di intervenire per favorire un ricollocamento sul lavoro dei disoccupati e una più equa imposizione fiscale per i lavoratori frontalieri.

Questa problematica va comunque letta nel quadro più generale dei difficili rapporti economici e finanziari tra i due stati, in cui siamo impegnati in prima linea vista l’importanza strategica di San Marino per il nostro territorio e la nostra economia”

   
 

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