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21 maggio 2012
CON IL PIANO DELL'ENERGIA PIU' RISPARMIO E PIU' RINNOVABILI

La Giunta della Provincia di Rimini ha deliberato il Piano per il risparmio energetico e la produzione da fonti rinnovabili, che per essere definitivamente approvato approderà nei prossimi giorni in Consiglio.

Il Piano è il risultato di un ampio lavoro avviato più di un anno fa, che ha visto il coinvolgimento tecnico di ARPA e un percorso partecipativo iniziato con un ciclo di seminari nel 2011, proseguito con ulteriori incontri, quest’anno, sia con gli enti locali, sia con i diversi soggetti interessati alle questioni energetiche (Associazioni di categoria, sindacati, associazioni ambientaliste, ecc.).

Il tema dell’energia è trasversale rispetto alle diverse questioni ed interessa sia gli enti pubblici, che i privati.

Senza una chiara strategia energetica il nostro Paese continuerà ad avere problemi sia economici sia ambientali. Le due questioni sono strettamente connesse. Più energia prodotta dalle rinnovabili, vuol dire aria meno inquinata, ma anche riduzione della bolletta. E’ ciò che indica l’Unione Europea nella Direttiva Pacchetto Clima che prevede una riduzione dei consumi del 20%, un incremento delle fonti rinnovabili del 20% e una diminuzione della CO2 del 20%.

Il Piano della Provincia va in questa direzione. Prende le mosse dal Piano regionale e definisce una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2020. Il bilancio energetico della Provincia di Rimini fotografato al 2010 fa segnare un consumo finale pari a 817 ktep (1 ktep equivale a 1000 tonnellate di petrolio). Tale fabbisogno è coperto per il 33,05% dal petrolio, per il 46,14% dal gas naturale, per il 17,87% dall’energia elettrica e solo per il 3,06% dalle fonti rinnovabili.

L’industria consuma energia per il 17,23% del totale, i trasporti il 26,53%, il terziario il 20,75% (il turismo 6,22%), il residenziale incide del 35,22% e l’agricoltura solo dell’1,26%.

Senza azioni di riduzione dei consumi nel 2020 raggiungeremo la soglia dei 1.109 ktep con un incremento di oltre il 30%, il consumo di petrolio passerebbe da 248 a 328 ktep.

Il Piano invece prevede una serie di azioni che possono consentire di attestare i consumi a 899 ktep
, ovvero circa il 10% in più di quanto abbiamo consumato nel 2010, con le rinnovabili che aumentano al 17% del totale del fabbisogno energetico.

Per ottenere questi risultati occorre agire su molti fronti.

Il settore pubblico deve dare il buon esempio, intervenendo sugli edifici di propria competenza, sedi di lavoro e scuole in primo luogo, intanto limitando i consumi, quindi mettendo in maggiore efficienza gli impianti di riscaldamento, isolando gli edifici termicamente, monitorando i consumi, ecc.. Particolarmente efficaci dovranno essere le misure nel settore dei trasporti,ora quasi totalmente dipendente dall’oro nero, mentre occorre passare al metano, all’elettrico e potenziare il Trasporto pubblico.

Però ciò non basta, i consumi della pubblica amministrazione complessivamente ammontano ad una quota inferiore all’1%. Quindi deve essere coinvolto il mondo economico e produttivo. A partire dal settore del terziario, prevalente nella nostra economia con oltre il 40% delle imprese: il commercio ed il turismo possono fornire un notevole contributo, sia attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, sia incrementando la produzione di energia da fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico sui tetti degli edifici i cui incentivi economici sono ancora tra i più alti d’Europa.

Nelle aree produttive esistono margini di investimento per impianti fotovoltaici, a biogas e di cogenerazione (come sta avvenendo nelle aree produttive ecologicamente attrezzate), e può essere lanciata una campagna per una filiera agro energetica interessante per il settore agricolo che può utilmente riciclare scarti vegetali.

C’è spazio anche per l’innovazione, con interventi che vedono la sperimentazione di nuove tecnologie, (vedi i tecnopoli) o la previsione di una grande area a disposizione delle rinnovabili nelle aree intercluse tra l’A14 e la nuova SS16.

Fondamentale sarà la partecipazione ai prossimi bandi di finanziamento sull’energia che la Regione Emilia Romagna avvierà a breve e che consentiranno al pubblico ed ai privati di concorrere per ottenere finanziamenti che promuovano interventi in questo settore strategico.

Per capire l’importanza del risparmio energetico basterebbe segnalare che se raggiungessimo l’obiettivo della riduzione dei consumi del 20% risparmieremmo 70 milioni di euro l’anno (oggi il costo totale della bolletta energetica è circa 350 milioni di euro) che da qui al 2020 produrrebbero minori costi per 560 milioni di euro, una cifra che consentirebbe notevoli investimenti nel settore del commercio e del turismo, settori energivori della nostra economia.

Infine, l’approvazione del Piano sarà l’occasione di avviare una decisa campagna di adesione al Patto dei Sindaci in cui Provincia, Comuni, Anci e Regione si mettono insieme per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea ricevendo qualche finanziamento utile per affrontare la prima decisiva fase di Start Up e già stiamo raccogliendo significative adesioni da parte dei Sindaci della Valmarecchia e della Costa.

link
Tabelle della situazione energetica e degli obiettivi complessivi



 

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