PROFILO DI COMUNITA' DELLA PROVINCIA DI RIMINI

2009

 

 

 

CONCLUSIONI

La lettura dei materiali prodotti per il documento “Profilo di comunità”, definisce un’immagine della provincia di Rimini, come un territorio “aperto” e dinamico, in cui anche i flussi di popolazione provenienti da altri territori, hanno contribuito storicamente a produrre sviluppo e, anche oggi, sono un importante contributo per mantenere gli standard produttivi e dei servizi (ancorchè principalmente orientati nel terziario). In particolare, i flussi provenienti dall’estero hanno fornito anche un valido supporto ai servizi domestici e familiari.

E’ un territorio in cui i legami familiari, seppure nelle più generali difficoltà, tendono ancora a costituire una rete in soccorso dei propri membri.

La comunità riminese è caratterizzata, dal punto di vista demografico, da un tendenziale aumento delle nascite, un progressivo invecchiamento dalla popolazione e una mortalità stazionaria; mentre dal punto di vista della qualità della vita viene considerato un territorio con una buona qualità ambientale e con una soddisfacente rete dei servizi (dichiarazione del 76% degli intervistati nell’indagine sulla qualità della vita).

Anche se non sfugge che, per il secondo anno consecutivo vi è un calo della soddisfazione dei cittadini in merito alle condizioni di vita oltre ad un diffuso pessimismo economico circa il mantenimento delle attuali condizioni materiali, ancora largamente apprezzate.

Più precisamente, si registrano condizioni generali di salute buone: tassi di mortalità e morbosità inferiori o pari alla media regionale, speranza di vita tra le più elevate, stato di salute percepito come buono dalla maggioranza dei cittadini e, fatto non secondario, va sottolineato un atteggiamento sostanzialmente positivo e responsabile verso la propria salute (consapevolezza dell’incidenza dei determinanti della salute e degli stili di vita) sebbene il rilievo della diffusione di alcune condizioni di rischio (ad es. l’obesità) suggerisca un atteggiamento prudente nell’espressione di giudizi di sintesi.

Le vicende economiche pesano sui cittadini riminesi, e incidono sul loro stato d’animo rendendoli un po’ meno favorevoli all’ingresso di popolazione straniera e più sensibili al tema della sicurezza. Accanto a questi sentimenti con connotazioni egoistiche, esiste una articolata rete di privato sociale diffusa sul territorio.

Si evidenzia, infatti, un patrimonio di esperienze e di risorse proprie della nostra comunità, quali l’associazionismo, il volontariato, la capacità di tenuta dei legami familiari e vicinali, che possono assicurare un fertile terreno per la promozione del benessere della nostra popolazione.

Da quanto emerge dal Profilo, infatti, ci troviamo di fronte una società con un forte senso di appartenenza dei suoi cittadini all’identità locale; un territorio con una buona diffusione e qualità dei servizi sociali, educativi, sanitari; un tessuto partecipativo forte; un “terzo settore” attivo; un “capitale sociale” che fonda le sue radici e il suo senso su partecipazione, senso civico, solidarietà e aiuto verso gli altri.

La provincia di Rimini, in particolare nell’ambito della porzione di territorio che corre lungo la costa, rappresenta, peraltro, ed in particolare per le giovani generazioni, il “prototipo” di un modello estremizzante del concetto di divertimento che riconosce nello “sballo” l’obiettivo da perseguire e nell’uso di sostanze in grado di alterare i sensi ed espandere le percezioni lo strumento privilegiato.

La comunità riminese è interessata a mantenere e soprattutto migliorare i propri standard dei servizi e della qualità della vita.

La principale riflessione sulla quale si vuole porre attenzione, riguarda, non solo i gruppi di popolazione più vulnerabile o maggiormente esposta al rischio, ma anche la necessità di individuare strumenti idonei a segnalare le singole situazioni di potenziale rischio, in particolare in ambito sociale dove usualmente si interviene sulla domanda espressa.

Progettare le politiche sociali e sanitarie significa in primo luogo occuparsi del benessere della nostra comunità: di servizi, di rapporti fra le persone, di emarginazione ma anche di relazioni positive; di reti coordinate di servizi e progetti, ma anche di valorizzazione delle risorse autonome della comunità.

Infatti, una programmazione che fissa gli indirizzi e priorità non può prescindere dalla conoscenza della realtà territoriale, della comunità, dei servizi.

Come già sottolineato, il Profilo di Comunità costituisce una lettura ragionata e partecipata dei bisogni di salute e di benessere della popolazione, nasce proprio come modalità in grado di coinvolgere attivamente i soggetti appartenenti ad una comunità locale nella descrizione della comunità stessa al fine di esplorare i suoi punti forza e le aree problematiche, individuare gli aspetti distintivi del territorio, le strutture, i bisogni delle persone, le risorse e le carenze delle istituzioni e dei servizi offerti, nell’individuazione degli interventi di sviluppo locale e inoltre, cerca di fotografare il territorio nei suoi elementi sanitari, sociali e socio-sanitari, in tutti quelli cioè che hanno un impatto sul benessere dei cittadini.

La fotografia scattata (realizzata in collaborazione anche con gli stakeholder del territorio) sullo stato di salute dei cittadini e su eventuali comportamenti a rischio fornisce lo strumento per progettare e riprogettare politiche mirate alle necessità reali del territorio governato.

Il Profilo di Comunità, si pone infine, come strumento di riflessione e di approfondimento per l’individuazione di bisogni e, oltre a favorire l’emersione di idee e proposte di intervento utili per gli strumenti di programmazione ha anche l’obiettivo di superare visioni riduttive e settoriali a favore di un approccio integrato alle questioni sanitarie e sociali; affermare il valore delle esperienze fatte ed infine ripensare ad un welfare in continua trasformazione e al passo con i cambiamenti della società.