NOTA INTRODUTTIVA

Il momento particolare entro cui si è collocata la rilevazione demografica di quest’anno necessita di una precisazione. Le operazioni censuarie, non ancora concluse, che coinvolgono i comuni in questo periodo, non hanno permesso di poter disporre di dati validati, ma solo di dati provvisori, pertanto, tutte le elaborazioni sono effettuate con dati che potrebbero essere successivamente, se pure di poco, modificati.

Resta la validità del complesso della rilevazione, che effettuata all’interno del sistema statistico regionale, costituisce un prezioso strumento a supporto delle scelte di programmazione dei servizi, nei diversi campi di intervento, degli Enti Locali.

  

IL BILANCIO DEMOGRAFICO PROVINCIALE

Con un saldo demografico di più 2.484 residenti, l’annuale fotografia demografica della provincia di Rimini “scattata” alla data del 01.01.2002 ha registrato, nei 20 comuni del territorio provinciale, 277.153 residenti (134.924 maschi e 142.229 femmine). Il positivo un saldo demografico registrato rispetto all’anno precedente è da imputare sia al saldo migratorio (+1.464) che a quello naturale (+152).

Il saldo naturale quindi, dopo un lungo periodo di valori negativi, oramai si è stabilizzato su quelli positivi, confermando le dinamiche già indicate dall'anno 2000, il nuovo trend che coinvolge la provincia di Rimini: ripresa della natalità, stazionarietà del tasso di mortalità e consistenti flussi immigratori.

 

 

 

 

 

 

Esplicativo il grafico riportato nella tabella 1.5 in cui sono disegnati gli andamenti dei tassi di natalità e mortalità dagli anni ’60 ad oggi. In particolare la linea della natalità in discesa precipitosa fino al 1996, è andata via via risalendo fino a raggiungere i valori dei primi anni ’80; più o meno regolare la linea della mortalità che, nel periodo considerato, si muove in un intervallo di poco più di un punto.

 

la distribuzione territoriale

L’analisi per comune rileva che gli incrementi demografici -in valore assoluto- più rilevanti sono risultati a Bellaria-Igea Marina (+723), a Rimini (+413) e a Misano Adriatico (+189). Le variazioni percentuali positive più significative si sono registrate nei comuni di: Bellaria-Igea Marina (con un progresso del +4,9% da imputare in larga parte al saldo migratorio), Torriana (+2,9%), Verucchio (+2,8%) dovuto totalmente al saldo migratorio), Morciano di Romagna (+2,6%), Montescudo (+2,6%) (carta n.4).

Il comune capoluogo presenta un tasso di crescita demografico pari a un terzo di quello medio provinciale: 0,3% contro 0,9%.

Gli unici comune della provincia il cui saldo demografico è stato negativo sono: Gemmano (-0,2%) e Montefiore Conca (-0,1%).

Per quanto riguarda l’analisi per gli ambiti amministrativi si segnalano le variazioni di incremento demografico della Comunità Montana Valmarecchia [1] (+1,2%) e l’Unione dei Comuni della Valconca [2] (+1,8%). Tra  le aree territoriali, invece,  la fascia costiera è la parte di territorio con la variazione di incremento demografico con percentualmente più contenuta (0,7%), mantenendo però la densità abitativa più elevata (1.047 residenti per km quadrato).  

Nonostante il costante flusso di immigrazioni straniera è ancora in atto  un processo di ridistribuzione della popolazione che dal comune capoluogo si sposta nel resto del territorio provinciale, come indica la diminuita concentrazione di residenti nel comune capoluogo passata dal 51% degli anni precedenti all’attuale 47,7% della popolazione provinciale. 

Per quanto riguarda il saldo naturale dei diversi comuni in 7 su 20 esso assume valore negativo. Il numero delle morti sopravanza quello delle nascite a: Rimini (-20), Cattolica (-16), San Giovanni in Marignano (-11), Gemmano (-4), Montefiore Conca (-4), Montegridolfo (-3), Saludecio (-3) e Montescudo (-3).  

Anche il saldo migratorio assume in 4 comuni su 20 un valore negativo, evidenziando emigrazioni superiori alle immigrazioni: Montefiore Conca (-37), Montecolombo (-25),   Gemmano (-23) E Poggio Berni (-2). 

 

La struttura della popolazione riminese per: sesso, età e stato civile


La componente femminile

L’analisi di genere evidenzia che la componente femminile della popolazione è di 142.229 unità, ed in termini percentuali, costituisce il 51,3% della popolazione totale, percentuale che varia a seconda della classe di età considerata. Infatti, nelle diverse classi d’età, uomini e donne non sono in sostanziale equilibrio come nella popolazione complessiva, ma vi è di volta in volta uno sbilanciamento verso uno dei due sessi. Dalla nascita e fino verso i 46 anni i maschi risultano numericamente superiori alle femmine e fino ai primi 5 anni di vita si hanno 1,1 maschi per femmina, poi il rapporto si riequilibra verso i 40 anni e infine si sposta a favore del sesso femminile, che nella classe dei settantenni vede 1,2 donne per ogni uomo e in quella degli ultraottantaquatrenni il valore sale a 2 a 1 a favore delle donne.

 

Popolazione per singolo anno di età e sesso  al 1/1/2002

 

Data la maggiore longevità femminile, l’età media delle femmine risulta di quasi 3 anni maggiore di quella maschile, rispettivamente 43,8 anni e 40,9 anni. L’età media della popolazione totale risulta di 42,4 anni (tav. 2.15).



La componente anziana

La crescita della componente anziana della popolazione vede ormai un quinto di ultrasessantaquattrenni (19,4%) e la frazione ancora più anziana, quella degli ultrasettantanovenni, salire al  4,8% dei residenti. Inoltre, in queste classi d’età, in virtù della differente durata della vita media dei due sessi, le donne risultano sempre più numerose degli uomini, attualmente costituiscono il 58,1% degli over 64 ed il 65% degli over 79.

Stabili i nati a cavallo tra il XIX° e il XXI° secolo, che sono risultati complessivamente 29 (25 donne e 4 uomini).

 


Con una speranza di vita alla nascita [3] per gli uomini di circa 76,8 anni e per le donne di 83 anni, (differenza di 6,2 anni tra femmine e maschi, che si riduce a circa due anni alla soglia dei 75 anni, contando 13 anni per le femmine e 10,1 per i maschi) anche la provincia di Rimini, pur con una dinamica meno veloce di quella regionale, vede il progressivo invecchiamento dei suoi abitanti.

L’indicatore di vecchiaia a quota 150,5, mostra che per ogni individuo in giovane età vi è un anziano e mezzo. Il fenomeno investe però in modo diverso i comuni; ad esempio il valore dell’indicatore è ancora inferiore a 100 nei comuni di Verucchio e Poggio Berni, dove è presente una popolazione più giovane rispetto al resto del territorio provinciale (tav.1.2).

Un altro elemento che evidenzia il grado di invecchiamento della popolazione è dato dal rapporto tra gli ultrasessantaquattrenni e i bambini sotto i cinque anni che vede un bambino sempre meno attorniato da fratelli o sorelle ma da circa 4 “nonni” (4,3 per bambino), generalmente di sesso femminile.

 

Lo stato civile

L’analisi sulla base dello stato civile evidenzia che la popolazione riminese risulta per il 52% coniugata, e per il 38,5% celibe/nubile, percentuali che sono più alte per la componente maschile (53,3% coniugati e 42,9% celibi/nubili).


 

 



I vedovi/e sono l’8% della popolazione complessiva (21.860 persone), in prevalenza donne (13,1% sul totale). Percentuale sbilanciata verso il sesso femminile in virtù oltre che dalla consuetudine di sposarsi con un patner di maggiore età, anche dalla maggiore longevità femminile.

Infine i divorziati rappresentano l’1,5% del complesso.

Strettamente legato all’età, lo stato civile vede concentrata la maggior parte di celibi/nubili nelle fasce di età più giovanili (entro i 30 anni), mentre maggiore concentrazione di coniugati la si trova nella fascia d’età  30-70 anni e nelle classi d’età successiva si ha la prevalenza di vedovi e/o vedove.   

 

i rapporti tra le generazioni

Nel corso degli ultimi 50 anni nella provincia di Rimini si è notevolmente modificata anche la struttura per età della popolazione ed esaminando le tre fasce di popolazione formate dai giovani, dagli adulti e dagli anziani si può vedere che:

la fascia dei giovani tra 0-14 anni si è vistosamente ridimensionata passando da una consistenza del 24,2% della popolazione totale del 1951 all’attuale 12,9%.

la fascia degli ultra sessantaquattrenni, ha quasi triplicato il proprio peso percentuale passando dal 7,8% della popolazione del 1951 al 19,4% dell’ultimo anno.

 

 

 

 

Per apprezzare la struttura demografica di un popolazione i demografi usano rappresentarla con una figura geometrica piramidale: alla base le classi giovanili, sui lati le classi d’età adulte e al vertice le classi anziani

La rappresentazione grafica della avvenuta trasformazione strutturale nella popolazione nell’ultimo decennio è riportata nella pagina seguente. Le due figure (definite piramidi delle età) che mettono a confronto la struttura per età della popolazione del 1993 e quella del 2002, sono già ampiamente modificate rispetto alla originale figura piramidale. Si evidenziano, per i due anni considerati, attraverso la diversa forma assunta dal profilo delle figure, le trasformazioni avvenute nel corso dell’ultimo decennio.

 La base (costituita dalla popolazione giovane) della piramide del 2002 più estesa di quella del 1993, evidenzia la ripresa della natalità. La parte centrale della (formata dalle classi adulte) presenta un profilo discontinuo più allargato e spostato verso la parte superiore della figura. La parte più alta, infine, soprattutto nella metà di sinistra (relativa alla componente femminile) è la risultanza dell’aumento della vita media, soprattutto delle femmine
[4].


PROVINCIA DI RIMINI
PIRAMIDI DELLE ETA’ CONFRONTO TRA L’1/1/1993 E L’1/1/2002

 


 

L’elettorato attivo

Nel corso di oltre mezzo secolo la struttura demografica della base elettorale è andata via via modificandosi ed ora risultano più numerose, rispetto al passato, le classi di età degli ultraquarantenni, mentre numericamente inferiori sono le classi di età più giovani.

Il complesso dell’elettorato attivo della Camera dei Deputati [5] e del Senato è oggi costituito da una consistente percentuale di individui ultrassessantaquatrenni, in prevalenza di sesso femminile. Questa composizione demografica rispecchia la già descritta struttura della popolazione residente. In sintesi un quinto (25%) dell’elettorato che elegge il senato è composto da individui che hanno 65 anni e oltre, una percentuale quasi raddoppiata rispetto a quella rilevata nel 1951.

 

 

 

 

 

La popolazione residente straniera

Alla data dell’1/1/2002, i cittadini residenti stranieri iscritti nelle anagrafi dei 20 comuni della provincia di Rimini sono risultati 9.514 (47,7% femmine e 52,3% maschi) (tav.3.2), con una variazione percentuale rispetto l’anno precedente del +14,3%.

Le nazioni rappresentate sono 121 di cui 32 i paesi africani e 26 quelli asiatici. I cittadini stranieri minorenni sono risultati  1.669 (53% maschi e 47% femmine). Degli oltre 2.500 nati nel corso del 2001, circa il 5% è costituito da bambini stranieri.

L’analisi della distribuzione territoriale, vede la concentrazione più elevata di stranieri nei comuni di Rimini (53,9%) e Riccione (12,4%) dove si concentra il 66,6% del totale (pari a 6.311 individui).

 

 

 

 

 

 

 

Il numero di stranieri residenti per mille abitanti è arrivato a 34,3. Il confronto con il 1993 evidenzia (il tasso di quell’anno era uguale a 13,1) il rapido progressivo incremento dell’indicatore.

Analizzando la presenza straniera per 1.000 abitanti nei comuni della provincia risultano, con un valore superiore a quello medio provinciale (34,4), i comuni di: Torriana (59,1), Montescudo (49,1), Mondaino (43,6), Montegridolfo (39,7) Montecolombo (39,5), Rimini e Bellaria-Igea Marina (38,8), Gemmano (37,8), Saludecio (37,4), Riccione (34,5). Quelli invece dove la presenza straniera ha un peso minore sulla popolazione residente sono: Poggio Berni (11,3), San Giovanni in Marignano (15,4), Montefiore Conca (18), Santarcangelo di Romagna (18,3).

Se si analizza la composizione della popolazione straniera per nazionalità si riscontra sia un progressivo calo dei cittadini della Repubblica di San Marino (che sono passati dalle 1.238 unità del 1993 agli attuali 635), sia una crescita consistente dei cittadini Albanesi, oggi divenuti con 2.293 unità la comunità straniera più numerosa presente nel territorio provinciale.

Di una certa consistenza (tra le 400 e 800 unità) le comunità del Senegal, Marocco, Tunisia e Cina. In crescita sono anche i cittadini provenienti da alcuni paesi dell’Est Europa e Balcani (Ex-Jugoslavia e Macedonia).

 

LE FAMIGLIE

All’1/1/2002 le famiglie iscritte nelle anagrafi dei 20 comuni della provincia di Rimini sono risultate 110.250 (+1,9% rispetto l’anno precedente) e le persone che vivono in famiglia sono complessivamente 275.079 (99,3% della popolazione residente totale).

 

 

 

 

 

 

Si evidenzia la continua mutazione della struttura familiare: sono infatti, in netto calo le famiglie numerose a favore delle famiglie con un solo componente, che nel corso di un decennio sono arrivate a pesare il 27% sul totale delle famiglie, contro il 19% registrato nel 1991.

Il grande aumento delle famiglie unipersonali è dovuto al sommarsi di diversi fenomeni, quali:  

l’invecchiamento e la maggiore longevità delle donne che restano vedove e sole nell’ultima parte della loro vita;

le immigrazioni dall’estero che, almeno nella loro prima fase, hanno portato in prevalenza sul territorio singoli individui.

La dimensione media familiare si attesta su 2,5 individui per famiglia contro i 3 componenti del 1981 e i 2,8 registrati nel 1991.  

 

Uno scenario futuro dello sviluppo demografico della provincia di rimini

Le basi di dati demografiche attualmente disponibili e i modelli previsionali [6] consentono, attraverso delle ipotesi, di disegnare scenari futuri sulla evoluzione della popolazione residente. Le dinamiche in atto nella provincia di Rimini, analizzate in precedenza, hanno messo in evidenza che esiste:

una mortalità sostanzialmente stazionaria
una leggera ripresa della fecondità in crescita di anno in anno
una crescente immigrazione di popolazione straniera.

Queste dinamiche consentono di prefigurare uno scenario fino al 2010, in cui si vede il continuo aumento della popolazione che traguarderà oltre 296.000 unità, con una maggiore accelerazione, rispetto alle proiezioni degli anni precedenti, che davano questo traguardo più posticipato nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 


In base a questa nuova proiezione la percentuale di ultrasessantaquattrenn crescerà di due punti percentuale: dall’attuale 19,4% della popolazione residente fino a rappresentare, nel 2010, una quota del 21,4%, e anche il peso percentuale degli ultrasettantanovenni risulterà aumentato di oltre 2 punti rispetto a quello attuale (4,5%).

 

[1] Con Decreto della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna n. 290/2001 la Comunità Montana Valmarecchia risulta costituita dai Comuni di: Poggio Berni, Santarcangelo di Romagna, Torriana e Verucchio

[2] Con atto costitutivo n. 3 del 14.04.2002 fanno parte dell’Unione Comuni Valconca i seguenti: Gemmano, Montefiore Conca, Morciano di Romagna, San Clemente, Mondaino, Montegridolfo, Montescudo, Saludecio, Montecolombo.

[3] Fonte: Istat

[4] La speranza di vita alla nascita è arrivata a 77 anni per gli uomini e 83 anni per le donne.

[5] La Legge n. 39/75 ha portato la maggiore età a 18 anni.

[6] Le presenti proiezioni a base 1.1.2001 sono state realizzate (utilizzando il modello di Proiezioni Demografiche “MUDEA” (MUltiregional Demographic Analysis), sviluppato negli anni ‘80 in Olanda dal Prof. Frans Willekens, poi ripreso dall’Università di Pisa per conto della Regione) da Michele Zanoni della Provincia di Bologna e Luciano Nicolini della Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione di Maria Elisabetta Luciani (Regione Emilia-Romagna).