L'AGRICOLTURA RIMINESE E GLI INTERVENTI PUBBLICI NEL 2002
PRESENTAZIONE

 
L'andamento dell'annata agraria 2002 non è stato dei più favorevoli. L'abbondanza delle pre-cipitazioni, le basse temperature invernali hanno penalizzato la produzione agraria con conse-guenti effetti negativi sul mercato e sul reddito dei produttori.

Di qui l'esigenza di una efficace attuazione delle normative comunitarie (Agenda 2000), di qui l'esigenza di mantenere, anzi intensificare gli interventi a sostegno della nostra Agricoltura.
Non è un grande novità, ma vale la pena di ricordare che la maggior parte dei prodotti che servono al nostro sostentamento, ma anche alla commercializzazione, ma anche al turismo, vengono dalla agricoltura.

Il rapporto tra l'uomo ed il cibo assume attualmente un ordine di grandezza di carattere gene-rale dovuto al fatto che il destino del nostro menù è legato a come si svilupperà il rapporto tra quantità e qualità dell'alimentazione e alle prospettive del nostro sistema agricolo in generale.
Occorre infatti evidenziare che, a fronte del negativo trend meteorologico, si è invece registra-ta, anzi consolidata una nuova stagione del mondo dell'agricoltura basata sulla ricerca della qualità e della tipicità, tanto da divenire un veicolo capace di spaziare ed esaltare la più com-plessiva realtà del nostro entroterra. Dalle eccellenze enogastronomiche alle bellezze naturali ed ambientali.

Chi, fino a qualche anno fa, avrebbe accostato il territorio riminese al tartufo bianco? In quanti erano a conoscenza che, nella Provincia di Rimini, si produce la maggior parte dell'olio dell'Emilia Romagna e che l'olio riminese, in imminenza della DOP, è di pari qualità dell'olio di Brisighella, degno di essere annoverato tra altre DOP, ove ritroviamo Parmigiano Reggiano?

La rotta seguita è quella di un'agricoltura compatibile con l'ambiente e, nel contempo, rivolta al mercato. Un'Agricoltura che diviene, in tal modo, il collante di un sistema basato sull'integrazione mare/entroterra, il diapason della valorizzazione complessiva del territorio, nella definizione di percorsi che esaltano la qualità dell'ambiente, l'enogastronomia, investen-do in termini culturali ed anche economici nelle eccellenze storiche, architettoniche e naturali-stiche.

In questa direzione va la politica dell'Assessorato all'Agricoltura/Attività Produttive della no-stra Provincia. Nel corso di questa legislatura, con la piena attuazione di Agenda 2000, si è andata affermando la centralità dell'Agricoltura intesa non come comparto secondario, resi-duale, ma veicolo di una nuova strategia organizzativa capace di conciliare l'evoluzione eco-nomica con la qualità dell'ambiente e la vita dei cittadini. Le problematiche messe in luce dal fenomeno oramai noto come "mucca pazza" hanno riaperto il confronto sui temi della qualità ambientale, della salvaguardia e della valorizzazione delle risorse naturali, della qualità dei prodotti alimentari e dell'esigenza di una più corretta educazione alimentare.

In questo contesto si colloca la progettualità messa in campo dall'Assessorato all'Agricoltura ed Attività Produttive della nostra Provincia: dalla conferma dei Vini Felliniani, all'imminente DOP dell'OLIO, dalle Fattorie Didattiche a Frantoi Aperti, dalla Strada dei Vini e dei Sapori agli Insediamenti Malatestiani, ai programmi comunitari OB2 e Leader+. Mentre gli interventi strutturali sono volti a riqualificare la nostra produzione (dalla ristrutturazione dei vigneti, al recupero delle superficie olivetate e, soprattutto alla creazione della nuova struttura di macel-lazione), configurando nuove prospettive economiche e nuove opportunità per migliorare la qualità dell'accoglienza del nostro entroterra. Ed anche le cifre, in termini diretti e di investi-mento sono non poco significative: dai circa 15 miliardi mossi dagli Insediamenti Malatestiani, ai 10 miliardi riferiti all'attuazione di Agenda 2000 per l'anno 2000, ai 3 miliardi e mezzo (per un investimento di 7 miliardi) riferiti alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti per il triennio 2000/2002, ai 5 miliardi per il Piano di Sviluppo Locale in aree OB2.

Dunque la prospettiva cui si vuol tendere è un'Agricoltura intesa non come comparto seconda-rio, residuale, ma veicolo di una nuova strategia organizzativa che sappia conciliare l'evolu-zione economica con la qualità dell'ambiente e la vita dei cittadini.


Dott. Simeone Piccari Ricci
Dirigente del servizio provinciale
Agricoltura e Alimentazione

Massimo Foschi
Assessore Provinciale
alle Attività Produttive e Servizi alle Imprese

 

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