Provincia di Rimini Assessorato alla Cultura, all'Identità della Comunità e alla Bellezza del Paesaggio
Novità
Home | Biblioteche | Musei | Eventi | Progetti | Mappa del sito
Musei->Musei sistema->Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie
Musei Sistema
Altri Musei
Didattica
Pubblicazioni
Itinerari Turistici
Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie
via Minguzzi, 7 - 47811 Viserbella di Rimini
0541-721060/722185 fax 0541-721060
url: www.escaion.com/index.htm
e-mail:

Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie 
Patrimonio:
L'Adriatico dai bassi fondali sabbiosi ha sempre praticato una pesca di tipo costiero che impiegava imbarcazioni a vela e a remi: tra queste le battane, di cui si conservano alcuni superstiti esempi nel cortile del Museo. Tipico della pesca sottocosta era inoltre l'utilizzo della rete a tratta che, quando si pescava molto vicino a riva, poteva essere stesa direttamente dai marinai a piedi nell'acqua. La piccola pesca era esercitata presso la riva anche con reti a trappola (nassa e cogollo), con reti da posta (saltarello, tramaglio, rete a imbocco) e con le reti da circuizione tratte da riva (la "tratta" appunto). Non meno diffusa era la pesca cosiddetta da raccolta, praticata lungo la riva e, in prossimità della battigia, la pesca delle vongole con l'ausilio di un attrezzo di ferro da dragaggio manovrato manualmente dal pescatore. Le imbarcazioni più grandi (barchetti, paranze, bragozzi, lancioni) praticavano anche la pesca pelagica: pesca costiera e pesca d'altura utilizzavano comunque reti a strascico, che nell'Adriatico erano la tartana e la sfogliara. In ogni caso, per la nostra zona si trattava di un'attività di pura sussistenza ma vitale, in quanto quasi unicamente ad essa erano affidate le risorse primarie di sostentamento di intere comunità, rimanendo a lungo forza produttiva principale dell'economia locale. Con l'avvento della motorizzazione e della industrializzazione del settore, queste attività secolari delle genti dell'Adriatico si sono trasformate, obliterando in gran parte alcuni degli aspetti della tradizione e determinando nel contempo un mutamento radicale di questo caratteristico ambiente e delle tecniche di pesca, di cui si sono conservate solo quelle ancora convenienti e funzionali, a scapito di gran parte dei vecchi sistemi e dei relativi attrezzi. Questo immenso patrimonio "in estinzione" è quanto il museo ha raccolto e documentato: barche, attrezzi da pesca, attrezzi per la cantieristica navale, elementi per l'armo delle barche, oggetti di uso quotidiano, foto, filmati e tutto ciò che possa restituire memoria all'intera comunità. Il museo è arricchito anche dall'esposizione di un' importante collezione di circa 8.000 conchiglie del mediterraneo e che si è formata negli anni sessanta, grazie alla passione per il mare del collezionista Andrea Capici di Ancona. Gli esemplari provengono da diverse aree del bacino mediterraneo: costa adriatica slava e italiana, Golfo di Taranto, Mar Ionio, Mar Tirreno, coste della Sicilia, della Corsica, della Sardegna e ancora della Spagna, fino allo stretto di Gibilterra, al Nord Africa, Turchia e isole greche. Oggi conta un elevato numero di specie classificate dall'Istituto di Zoologia dell'Università degli Studi di Bologna, disposte secondo un preciso ordine sistematico in modo particolarmente accurato, al punto che rappresenta un luogo di riferimento per appassionati e studiosi. La raccolta è stata esposta ad importanti mostre malacologiche, alcune delle quali di rilievo mondiale; molte sono le specie preziose presenti, tra cui alcune inserite nell'elenco delle specie protette, prima tra tutte la "grande pinna" Pinna nobilis, ospite d'eccellenza delle praterie di Posidonia.
Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie
Info | Contatti | Link