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La Casa Rossa di Alfredo Panzini
via Pisino, 1 - 47814 Bellaria Igea Marina
0541-343746 fax 0541-345844
url: www.comune.bellaria-igea-marina.rn.it/citta/cms/page/storiamuseispettacolo-casa_rossa/
e-mail: g.gori@comune.bellaria-igea-marina.rn.it

La Casa Rossa di Alfredo Panzini La Casa Rossa di Alfredo Panzini La Casa Rossa di Alfredo Panzini
Chi siamo:

La costruzione della Casa Rossa, cosi chiamata per via dell’intonaco esterno, risale al 1906, quando Aldredo Panzini (1863 – 1939), incoraggiato dai proventi delle prime opere letterarie, decide di fabbricarsi un villino a Bellaria, dove da anni si recava in villeggiatura con la famiglia, ospite di contadini e pescatori.

Questa casa diventa per Panzini un luogo di rifugio ma anche un osservatorio privilegiato. Da qui egli segue le trasformazioni del mondo, da qui egli osserva, irridendoli, i nuovi riti della borghesia. Qui vengono scritte molte delle opere importanti, dal Diario di guerra al Padrone sono me! Qui lo vengono a trovare gli amici romagnoli, Marino Moretti, Antonio Baldini, Renato Serra Alfredo Oriani. In estate la Casa Rossa diventa l’epicentro della vita culturale del territorio, grazie anche agli incontri organizzati dalla moglie Clelia Gabrielli, raffinata pittrice, di cui si possono ancora ammirare nelle stanze della Casa alcuni dipinti. E questa casa, dopo anni di abbandono, dopo il rischio della distruzione, oggi ritorna al pubblico con i suoi colori originari, con i suoi muri e soffitti affrescati, con alcuni dei suoi mobili semplici ma pieni di grazia (la scrivania, la madia, il cassettone, l’armadio). Quello che si ripropone al pubblico non è un monumento come gli altri ma un luogo di meditazione, un luogo del pensiero e della scrittura, una casa che va visitata per capire chi era Alfredo Panzini, quali misteri si nascondono ancora dietro le lenti dei suoi occhiali e al suo volto rubicondo un po’ da curato di campagna, un po’ da fattore astuto.

Alfredo Panzini, un professore che conosceva bene i suoi contemporanei e sapeva come inchiodarli all’eternità con l’arma più innocente e terribile: la penna.

La Casa Rossa di Alfredo Panzini
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