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Violenza contro le donne

a Rimini il primo corso della Provincia
per operatrici dei Centri antiviolenza



Nel territorio riminese, dove non è presente un Centro antiviolenza, la sensibilità dell'Amministrazione provinciale e la presenza di un'associazione di volontariato contro la violenza alle donne, hanno dato vita al primo progetto di formazione per operatrici d'accoglienza dei Centri antiviolenza.

Il corso, che inizierà il 25 marzo presso la sede riminese di EFESO (Ente di Formazione per l'Economia Sociale), è finanziato dalla consigliera provinciale delegata alle politiche di genere e pari opportunità ed organizzato dall'associazione "Rompi il Silenzio" in collaborazione con i Centri antiviolenza "Linea Rosa" di Ravenna e "SOS Donna" di Faenza.

Il corso, che ha come scopo finale la realizzazione di un Centro antiviolenza, nasce dall'esigenza di fornire alle volontarie del settore maggiori conoscenze per accogliere le donne che hanno subito violenza e per far emergere il fenomeno dall'invisibilità'; si è ritenuto fondamentale per la donna che subisce una violenza, potersi confrontare principalmente con un'altra donna, senza mediazioni di tipo tecnico (psicologo, assistente sociale, altre figure di tipo socio sanitario) almeno nella prima fase, nella consapevolezza che l'ottica di genere ha un impatto ed una valenza diversi nei confronti delle donne e può costituire il primo passo verso il recupero dell'autostima.

Il fenomeno della violenza alle donne riguarda tutti i paesi, anche quelli più civilizzati e la violenza commessa dal partner, marito, fidanzato o padre è la prima causa di morte e invalidità permanente per le donne fra i 16 e i 44 anni, ancor prima del cancro, incidenti stradali e guerra: questo è il quadro emerso dalla relazione annuale del Consiglio d'Europa resa pubblica nei mesi scorsi . Quello che i dati non ci dicono è il "perché" accade una cosa tanto assurda.

In Italia, un'indagine svolta dall'Istituto Nazionale di Statistica su un campione di 60mila famiglie, per un totale di 22mila759 donne tra i 14 e i 59 anni, ha mostrato che in oltre l' 80% dei casi la violenza avviene nell'ambito di rapporti di fiducia; questo dato preoccupante è confermato dal lavoro dei 100 Centri Antiviolenza presenti nel nostro paese: oltre il 90% delle donne che vi si rivolgono hanno subito violenza fisica e sessuale in ambito familiare. Nel nostro paese, solo nel 2004, più di 40 donne hanno perso la vita per mano di uomini conosciuti o addirittura intimi delle vittime.

In questo quadro si inserisce il silenzio delle donne: circa il 90% non denuncia il fatto, solo una su tre ne parla agli amici, meno con i parenti e le motivazioni più frequenti sono da imputarsi alla paura di essere giudicate male, timore di non essere credute, senso di vergogna e di colpa.Tra i fattori determinanti c'è la paura dell'uomo che le ha già violentate e sfiducia nella capacità della giustizia o delle forze dell'ordine.

Se questo è un quadro sommario, dato il forte sommerso, ma indicativo del fenomeno a livello nazionale, nella nostra Regione i soli Centri antiviolenza (Piacenza, Parma, Reggio, Modena, due a Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì, Imola e Faenza) hanno accolto 1857 donne nell'anno 2005.