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Percorso integrato sociale e sanitario,
riconoscimento dei casi complessi,
aggiornamento delle tipologie di
accoglienza e degli standard
strutturali. Ma anche ridefinizione del
numero dei ragazzi che possono essere
accolti, del rapporto operatori/ospiti,
della composizione delle équipe
professionali e del percorso
metodologico per il minore.
L’accompagnamento delle famiglie in
difficoltà, la promozione delle reti di
famiglie e una particolare attenzione
alle strutture che accompagnano i
ragazzi verso l’autonomia e la vita
adulta sono, in estrema sintesi, le
novità in tema di affidamento
familiare, accoglienza in comunità e
sostegno alle responsabilità familiari
della Regione Emilia-Romagna.
Dopo un lungo iter di revisione della
direttiva precedente (la 846/07), il
nuovo testo è stato approvato dalla
giunta e presentato agli enti
gestori delle strutture d’accoglienza
dall’assessore regionale alle Politiche
sociali Teresa Marzocchi: “Questa
direttiva mi è particolarmente cara - ha
dichiarato l’assessore - perché
racchiude il senso del nostro approccio
con le persone in difficoltà, in modo
particolare quando ci rivolgiamo ai
minori e alle loro famiglie. Più che
concludere con questa giornata, si
inizia un lavoro di sperimentazione di
un sistema di regolazione del settore,
di interazione approfondita per
monitorare, di sviluppo di ciò che
ancora manca per dare forma completa
alle politiche del settore”.
In Emilia-Romagna sono 3.436 i minori
accolti in strutture o in affido (dati
al 31 dicembre 2009). Di questi, 2.665
vivono fuori dalla famiglia: 1.327 in
strutture residenziali (senza la
presenza della madre) e 1.278 in affido
(a tempo pieno). Sul territorio sono 316
le strutture residenziale che accolgono
minori, tra case famiglia (41%),
comunità educative (24%), comunità
madre-bambino (12%), comunità di tipo
familiare (8%), appartamenti per
l’accoglienza temporanea di donne-madri
(7%), comunità di pronta accoglienza
(4%), comunità socio-educative ad alta
autonomia (3%), comunità
educativo-psicologiche (1%).
La nuova disciplina sull’affido e
sull’accoglienza riafferma il valore
delle scelte fondamentali compiute con
la direttiva 846/07, aggiorna le norme
in materia di tutela dei minorenni
allontanati dalla famiglia - o a rischio
di allontanamento - in attuazione della
legge regionale 14/08, e conferma una
visione di integrazione degli interventi
di tutela a sostegno del bambino o del
ragazzo.
Le disposizioni riguardano tutti i casi
in cui le difficoltà familiari
richiedono l'allontanamento temporaneo
del minore e la sua accoglienza in
affidamento familiare o in comunità a
causa di situazioni di emergenza che ne
richiedano un’immediata tutela, ma anche
modelli di intervento per accompagnare
famiglie in difficoltà ed evitare, dove
possibile, l’allontanamento.
Numerosi i destinatari della direttiva:
anzitutto il minore, vero soggetto
dell’intervento insieme alla sua
famiglia. Ma anche i Comuni e gli altri
enti e soggetti pubblici, con
particolare riguardo alle Aziende Usl, a
cui le norme statali e regionali
attribuiscono funzioni o compiti in
materia di tutela, protezione e
intervento; le famiglie, le reti di
famiglie e le persone singole che
accolgono bambini in affidamento
familiare; infine, i soggetti privati
interessati, con particolare riguardo ai
soggetti del terzo settore impegnati
nell'accoglienza di bambini e ragazzi in
difficoltà.

LA NUOVA Direttiva regionale n.1904/2011
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