Provincia di Rimini
ASSESSORATO FORMAZIONE E LAVORO

PROGRAMMA PROVINCIALE DELLE POLITICHE DI FORMAZIONE E LAVORo 2003-2004
1. Il quadro normativo, programmatico e finanziario di riferimento
La normativa e gli indirizzi comunitari

Il Programma Provinciale per il biennio 2003/2004 si colloca in un periodo contrassegnato da orientamenti consolidati nel contesto comunitario, nazionale e regionale per ciò che riguarda la programmazione comunitaria del Fondo Sociale Europeo 2000-2006.

Gli Indirizzi regionali nel confermare quindi, in continuità con i precedenti, le priorità strategiche del Programma Operativo della Regione Emilia Romagna, intervengono in un periodo ancora in transizione per ciò che attiene le innovazioni già intervenute e quelle che si prevede verranno introdotte a livello nazionale e regionale con riferimento particolare alla scuola e al lavoro.

 

Il quadro nazionale

Le strategie europee per lo sviluppo di nuove politiche attive del lavoro, per lo sviluppo delle risorse umane e l'ammodernamento dei sistemi di istruzione e formazione, definiscono gli obiettivi globali che a loro volta si traducono in assi e misure secondo le sintesi seguenti:

 


Asse A
- Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro per combattere e prevenire la disoccupazione, evitare a donne e uomini la disoccupazione di lunga durata, agevolare il reinserimento nel mercato del lavoro e sostenere l'inserimento nella vita professionale dei giovani e di coloro, uomini e donne, che si reinseriscono nel mercato del lavoro
Misura A.1 - Organizzazione dei nuovi servizi per l'impiego
Misura A.2 - Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti nella logica dell'approccio preventivo
Misura A.3 - Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da più di sei o dodici mesi

Asse B - Promozione di pari opportunità per tutti nell'accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione per le persone che rischiano l'esclusione socialeMisura B.1 - Inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati

Asse C - Promozione e miglioramento:
- della formazione professionale,
- dell'istruzione
- dell'orientamento

nell'ambito di una politica di apprendimento nell'intero arco della vita al fine di:
- agevolare e migliorare l'accesso e l'integrazione nel mercato del lavoro
- migliorare e sostenere l'occupabilità
- promuovere la mobilità professionale

Misura C.1 - Adeguamento del sistema della formazione professionale e del sistema dell'istruzione
Misura C.2 - Prevenzione della dispersione scolastica e formativa
Misura C.3 - Formazione superiore
Misura C.4 - Formazione permanente

Asse D - Promozione di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile, dell'innovazione e dell'adattabilità nell'organizzazione del lavoro, dello sviluppo dello spirito imprenditoriale, di condizioni che agevolino la creazione di posti di lavoro nonché della qualificazione e del rafforzamento del potenziale umano nella ricerca, nelle scienza e nella tecnologia
Misura D.1 - Sviluppo della formazione continua, della flessibilità del MdL e della competitività delle imprese pubbliche e private con priorità alle PMI
Misura D.2 - Adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione
Misura D.3 - Sviluppo e consolidamento dell'imprenditorialità con priorità ai nuovi bacini d'impiego
Misura D.4 - Miglioramento delle risorse umane nel settore della Ricerca e Sviluppo tecnologico

Asse E - Misure specifiche intese a migliorare l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, compreso lo sviluppo delle carriere e l'accesso a nuove opportunità di lavoro e all'attività imprenditoriale, e a ridurre la segregazione verticale e orizzontale fondata sul sesso nel mercato del lavoro
Misura E.1 - Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro 

Asse F - Accompagnamento del QCS e dei programmi operativi
Misura F.1 - Spese di gestione, esecuzione, monitoraggio, controllo 
Misura F.2 - Altre spese di assistenza tecnica 

 

Nel decennio scorso, la riforma dell'amministrazione pubblica e il suo decentramento hanno fatto significativi passi in avanti. Se si guarda nel suo insieme il percorso dalla Legge 142/1990 fino alle Bassanini (soprattutto la legge 59/97) e ai relativi decreti si vede agevolmente come il nuovo scenario presenti caratteristiche e potenzialità del tutto nuove.
La riforma del titolo V della costituzione ha inoltre chiarito il ruolo e le competenze esclusive delle regioni in materia di istruzione e formazione professionale. 
Ha altresì introdotto la potestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni nelle materie dell'istruzione, tranne per le norme generali, e della tutela e sicurezza del lavoro.

In questo quadro di particolare interesse è l'evoluzione che ha avuto il ruolo della Provincia, da ente in via di estinzione a cerniera, snodo essenziale tra le nuove funzioni delle Regioni e un territorio eccessivamente frantumato in mille amministrazioni locali.

Il primo decreto a segnare una netta svolta in questo senso è stato il D.lgs. 469/97 sui servizi per l'impiego, il primo a essere approvato in attuazione della 59/97. Tale decreto oltre a riformare la logica del precedente collocamento, definisce anche per la prima volta il nuovo ruolo della provincia, che verrà ripreso dalla decretazione successiva. Esso infatti definisce un'architettura di decentramento che individua nelle regioni e nelle province i due perni del federalismo. L'art. 4 della 469/97 introduce il meccanismo della delega a cascata mentre l'art. 6 definisce il ruolo delle province e istituisce la nuova struttura di concertazione provinciale.

Di sicuro rilievo, riguardo alla formazione (L.144 artt. 68 e 69) risultano essere l'istituzione dell'obbligo di frequenza di attività formative fino a 18 anni, da realizzarsi o nel sistema scolastico o in quello della formazione professionale o nell'apprendistato e il sistema di Istruzione e Formazione tecnica superiore che prevede l'attivazione di percorsi formativi dopo il diploma attraverso una programmazione integrata fra Università, Istituti superiori, Agenzie formative e mondo delle imprese.
Risulta inoltre di recente approvata la "Legge delega in materia di norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale" meglio nota come "riforma Moratti" che cancellando la normativa vigente in materia di obbligo scolastico (L. 9/99) introduce sostanziali novità quali l'anticipazione della frequenza della scuola dell'infanzia, la differenziazione dei percorsi dopo i tre anni di scuola secondaria di primo grado, una nuova articolazione degli istituti di Scuola Media Superiore.

Riguardo al mercato del lavoro il contesto normativo, a partire dall'anno 2000, in particolare, ha subito profonde modificazioni dovute in particolare all'emanazione di norme e provvedimenti legislativi volti a definire la riforma del mercato del lavoro avviata con il D.Lgs.469/97.
Successivamente a tale provvedimento sono intervenuti il D.Lgs.n.181/2000 recante disposizioni per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro che ha espressamente dettato le norme che tendono a rendere più efficace l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro in attuazione dell'art.45, comma 1 lettera a) della Legge n.144/99 che, in particolare, individua i soggetti destinatari delle misure di promozione all'inserimento nel mercato del lavoro e ove sono definiti gli indirizzi generali per la prevenzione della disoccupazione.
In relazione alle modifiche intervenute bisogna anche rammentare il DPR 7 luglio 2000 n.442, che ha introdotto norme relative alla semplificazione delle procedure del collocamento ordinario introducendo concetti nuovi quali la scheda professionale e l'elenco anagrafico in sostituzione delle vecchie liste di collocamento. Recentemente, inoltre, il D.Lgs. 181/2000 è stato modificato dal D. Lgs.n.297/2002 che reca disposizioni modificative e correttive del 181. In particolare valutando le finalità, vengono introdotte nuove disposizioni che stabiliscono i principi fondamentali per l'esercizio delle potestà legislative delegate alle Regioni ed alle Province autonome in materia di revisione e razionalizzazione delle procedure del collocamento per migliorare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro mettendo anche in risalto l'utilizzo di un sistema informativo.

Il nuovo decreto legislativo stabilisce anche i principi per l'individuazione dei soggetti destinatari delle misure di promozione ed agevolazione dell'inserimento nel mercato del lavoro secondo i criteri ed indirizzi comunitari.

Vengono infatti definiti e individuati gli adolescenti, i giovani, i disocccupati di lunga durata, gli inoccupati, le donne in reinserimento lavorativo quali soggetti principali destinatari delle misure di politica attiva ed a cui devono obbligatoriamente essere destinati una serie di interventi.
La nuova normativa introduce anche, la nuova definizione di stato di disoccupazione. La condizione di disoccupazione dovrà essere comprovata dalla presentazione del soggetto interessato presso in Centro per l'Impiego dove si trova il suo domicilio, ove dovrà dichiarare l'immediata disponibilità al lavoro ed avrà la possibilità di autocertificare le sue attività lavorative. Nell'ambito del D.Lgs.n.297/2002 vengono inoltre individuate nuove condizioni che comportano la perdita dello stato di disoccupazione e viene stabilito che siano le Regioni a definire gli obbiettivi e gli indirizzi operativi per le azioni dei Centri per l'Impiego tese a favorire l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro e così contrastare la disoccupazione di lunga durata utilizzando misure di politica attiva quali: colloqui di orientamento, proposta di adesione ad iniziative di inserimento lavorativo, o formazione o riqualificazione professionale il tutto nei confronti dei soggetti principali destinatari degli interventi.

Con il D.Lgs.n.297/2002, infine, si giunge all'abrogazione di un consistente numero di norme che hanno costituito per anni l'impianto fondamentale del collocamento e si assiste quindi ad un cambiamento radicale atteso da molti anni.

Sulla base dei principi indicati nel Libro Bianco è stata recentemente pubblicata la Legge n.30 del 14 febbraio 2003 che introduce nuove regole e nuovi strumenti, tra cui l'apertura ai privati dell'attività di intermediazione della manodopera (già prevista in prima istanza nel D.Lgs.n.469/97), l'individuazione di nuove forme contrattuali, la certificazione dei rapporti di lavoro, la modifica dei contratti di lavoro a causa mista e del Part-time ed altre regole e strumenti volti a migliorare il sistema del mercato del lavoro.

Occorre inoltre ricordare la nuova normativa riguardante l'accesso al lavoro delle persone disabili. Infatti con la Legge 12 marzo 1999 n.68 "norme per il diritto al lavoro dei disabili" entrata a regime effettivamente nell'anno 2000, con cui si è abrogata la precedente normativa (L.482/68) e la successiva Legge Regionale dell'Emilia - Romagna n.14/2000, è avvenuta una sostanziale modifica degli strumenti e degli obblighi relativi all'accesso al lavoro delle persone disabili.
La novità maggiormente rilevante contenuta nella nuova norma risiede nel cosiddetto collocamento mirato, che, sinteticamente può essere definito come la ricerca e la facilitazione delle condizioni tese ad assicurare alle singole persone disabili il diritto al lavoro accompagnandole e sostenendole nell'inserimento presso i datori di lavoro

 

Le strategie e gli indirizzi regionali

La Regione Emilia Romagna ha predisposto un progetto di Legge "Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro" che rappresenta la normativa "concorrente" a quella nazionale e presenta, quali elementi portanti, la valorizzazione delle risorse umane, il sostegno delle autonomie scolastiche, la continuità di percorsi scolastici e formativi in un'ottica di integrazione fra sistemi, che accompagnino tutti i ragazzi e le ragazze e non una/uno di meno al successo formativo, l'educazione per tutto l'arco della vita attribuendo un ruolo fondamentale alla collaborazione istituzionale, alla concertazione e alla partecipazione.

Gli "Indirizzi per il sistema formativo integrato dell'istruzione, della formazione professionale, orientamento e delle politiche del lavoro - Biennio 2003/2004" intervengono in un percorso ancora in transizione, sia per ciò che attiene i recenti cambiamenti a livello nazionale a seguito della modifica del Titolo V della Costituzione, sia per le innovazioni che saranno introdotte a livello regionale a seguito dell'approvazione del nuovo provvedimento normativo per la costituzione di un sistema formativo integrato.
Essi assumono il carattere di orientamenti ponte, tra la normativa vigente e quella che si sta prefigurando per il prossimo futuro, e di conseguenza il connotato di linee guida di transizione ed innovazione.

 

Le risorse

Con l'"Accordo fra la Regione e le Province dell'Emilia Romagna per il coordinamento delle attività nell'ambito del POR FSE Ob.3 - anni 2003-2004" sono state assegnate alle Province le risorse per ciascun anno del biennio citato, che, risultano essere, per la Provincia di Rimini, così determinate:

Asse A
Asse B
Asse C
Asse D
Asse E

TOTALE

 

3.907.822,77
1.018.143,13
1.798.819,38
1.331.942,34
756.609,36

8.813.336,98

 

All'interno di ciascun Asse è prevista una ripartizione delle risorse per Misura e, sull'importo complessivo delle risorse assegnate, è fissato un vincolo del 2% (€199.520,73=) da destinarsi alle aree Ob. 2, fatte salve le verifiche in corso sul rispetto di tale percentuale nelle precedenti programmazioni. Qualora dal monitoraggio risultasse che tale percentuale non fosse rispettata, sarà vincolante recuperarla entro il 2006.

Tali importi sono da considerarsi comunque indicativi in quanto essi potranno in parte essere sostituiti, di anno in anno, con fondi regionali, per la copertura di costi relativi al personale dipendente di Enti di Formazione Professionale per far fronte alle esigenze tecniche e progettuali connesse all'esercizio delle funzioni in materia di formazione professionale, orientamento e diritto allo studio.

Da considerare inoltre che le suddette risorse dovranno coprire la quota 2003 e 2004 di finanziamento di azioni programmate negli anni 2001 e 2002, che è stato già emanato un primo avviso pubblico nel dicembre 2002 e che ulteriori risorse potranno rendersi disponibili per la programmazione 2003/2004 a seguito delle verifiche rendicontuali.
Infine non si conosce l'entità delle risorse che potranno essere assegnate per la realizzazione di attività inerenti l'Obbligo formativo e la Misura 1.C del piano regionale di sviluppo rurale, mentre è già certa l'entità dei finanziamenti assegnati per l'anno 2003 (€121.873,50=) tesi all'attuazione di interventi di riqualificazione degli operatori dei servizi socio assistenziali (OTA/ADB/RAA e non qualificati).

 


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