Qualità
e rendimento dell'energia
| Non
è sufficiente sapere quanta energia
abbiamo a disposizione, è importante
conoscere anche la sua qualità.
Sappiamo
che l’energia riduce la sua qualità
ad ogni trasformazione: ogni volta che
un lavoro viene eseguito, un po’ dell’energia
iniziale si trasforma in calore e non
è più disponibile per svolgere un ulteriore
lavoro (seconda
legge della termodinamica).
La
differenza qualitativa tra le diverse
fonti di energia dipende anche dalla
potenza
che è possibile sviluppare con un dato
quantitativo di energia o dal lavoro
che è possibile compiere a parità di
costo di una unità energetica.
Ad
esempio è possibile ottenere 1 kWh di
energia elettrica a partire da fonti
diverse di energia primaria
(il calore irraggiato dal sole, l'energia
cinetica del vento, l'energia potenziale
dell'acqua, ecc.) ,le diverse fonti
energetiche hanno però un rendimento
(o efficienza) diverso, quindi saranno
necessarie in quantità diverse. (vedi
tabella seguente). |
| Stime
dei costi delle fonti di energia convenzionali
e rinnovabili per la produzione di energia
elettrica in Europa
|
Tecnologia
/ fonte di energia primaria
|
Costo
dell’energia
Lire/kWh
(**) |
Efficienza
|
Fonti
rinnovabili |
|
Eolico
|
80
– 127 (*) |
30%
|
|
Idroelettrico
|
>
57 |
80%
- 90% |
|
Fotovoltaico
|
>
380 |
4%
-16%
(in
laboratorio fino al 25%)
|
|
Geotermia
|
>
95 |
10
– 17% |
|
Biomasse
|
167
|
25
– 30% |
|
Gas
di discarica
|
85,5
- 152 |
-
|
|
Rifiuti
solidi urbani
|
82
– 133 |
<
20% |
|
Maree
|
190
|
-
|
|
Fonti
non rinnovabili (fossili)
|
|
Gas
a ciclo combinato
|
>
70 |
33
– 45 % (per un impianto a combustibili
fossili) |
|
Carbone
|
104,5
– 152 |
|
Carbone
pulito |
>
133 |
|
(**)
Nota: i costi sono espressi in lire
del 1997.
(Fonte:
Conferenza Nazionale Energia e Ambiente,
Roma, 25-28 novembre 1998, “Fonti
rinnovabili di energia. Obiettivi e
strategie nazionali. Stato dell’arte”,
ENEA, 2000, Roma, pp 126, 132, 145,
156, 170)
(*)
(0,04 – 0,05 euro/kWh per impianti a
terra e 0,08 euro/kWh per impianti off-shore.
Fonte:
ENEA “L’energia eolica”. Quaderni di
sviluppo sostenibile n. 19, Roma, settembre
2003) |
| Nonostante
il rendimento (o efficienza)
delle trasformazioni energetiche mostrate
in tabella sia sempre inferiore al 100%
- poiché sono necessarie quantità di
energia iniziali maggiori di quella
elettrica prodotta - il processo di
trasformazione è conveniente perché
si ottiene un tipo di energia, quella
elettrica, di alta qualità:
concentrata, immagazzinabile, trasportabile
ed utilizzabile per svolgere molti tipi
di lavoro diversi.
|
|
Si
parla di rendimento quando
avviene una trasformazione energetica
in relazione ad un lavoro compiuto da
una macchina, da un dispositivo o da
un processo; si definisce come il rapporto
fra l’energia fornita in uscita e l’energia
complessivamente richiesta, oppure tra
la potenza sviluppata e quella assorbita.
Rendimento
= (energia iniziale – energia finale)
/ energia iniziale
Questa
grandezza viene espressa in percentuale
o come frazione dell’unità ed è sempre
inferiore a 100% o a 1, poiché, per
il secondo
principio della termodinamica,
ad ogni trasformazione, parte dell’energia
iniziale è dissipata e non più utilizzabile
quindi l’energia finale utilizzabile
è sempre quantitativamente inferiore
a quella iniziale.
|
| I
costi ambientali
Un
altro elemento importante per descrivere
la qualità delle diverse fonti energetiche
sono i costi
ambientali che normalmente non vengono
inclusi nel prezzo di produzione di
una unità energetica.
Tra
i costi ambientali consideriamo l’utilizzo
di altre risorse naturali, ad esempio
l’acqua per il raffreddamento degli
impianti, o l’inquinamento atmosferico prodotto dalla combustione di combustibili
fossili. A questi si aggiunge l’impatto
sui cambiamenti climatici
dovuto all’enorme aumento della
concentrazione di anidride carbonica
(CO2) proveniente dalla combustione
di combustibili fossili ed, in misura
minore, dall’emissione in atmosfera
di altri gas
climalteranti o gas serra,
causa del fenomeno "effetto serra".
I
costi
ambientali, incluso l’effetto serra,
stimati per la produzione di 1 kWh di
energia elettrica in Italia sono:
| da
rifiuti |
65-70
lire/kWh
|
|
da
olio combustibile
|
65-106
lire/kWh
|
|
da
biomasse |
>
30 lire/kWh
|
|
da
gas naturale
|
28-51
lire/kWh
|
|
idroelettrico
|
6,46
lire/kWh
|
Nota:
i costi sono espressi in lire del 1997.
(Fonte:
Conferenza Nazionale Energia e Ambiente,
Roma, 25-28 novembre 1998, “Fonti
rinnovabili di energia. Obiettivi e
strategie nazionali. Stato dell’arte”,
ENEA, 2000, Roma, pp 22-23)
Per
valutare quindi la qualità di una certa
fonte energetica dobbiamo considerare
il suo rendimento nel compiere
un dato lavoro, il suo costo in termini
economici e il suo impatto sull’ambiente
e sull’uomo. Se includiamo tutti questi
fattori nella definizione della qualità
dell’energia sarà facile comprendere
perché la politica
energetica
internazionale, europea, nazionale e
locale
sono orientate verso l’aumento
della quota di energia prodotta da fonti
rinnovabili
rispetto alle fonti
non rinnovabili.
Un
altro modo per misurare il livello qualitativo
dell’energia introdotta in un processo
è di farne una analisi
emergetica.
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