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Energia
e Sviluppo Sostenibile
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L’emergia
ci insegna che ogni prodotto ha una sua “storia
energetica”, raccontata attraverso i materiali che
lo compongono, i processi produttivi utilizzati
per costruirlo, il trasporto subito dal luogo di
fabbricazione alla vendita. E' importante però considerare
anche il suo presente
energetico - l’energia adoperata
per l’uso e la manutenzione – ed il suo futuro
– l’energia necessaria per smaltirlo una volta “fuori
uso”. In una parola il ciclo di vita
del prodotto.
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| Ognuno
di questi passaggi ha forti implicazioni ambientali,
economiche e sociali. L’estrazione delle materie
prime, ad esempio, oltre a produrre impatti diretti
sull’ambiente, richiede l’utilizzo di energia.
I processi produttivi industriali, oltre ad impattare
direttamente sull’ambiente con l’emissione di
sostanze liquide o gassose, richiedono anch’essi
energia per funzionare. Il trasporto del
prodotto per la commercializzazione implica il
consumo di carburante (o energia
elettrica nel caso di trasporto su ferrovia).
Anche l’imballaggio del prodotto influenza il
bilancio energetico. E lo smaltimento finale
richiederà più o meno energia secondo
la modalità scelta (ad esempio l’energia per il
trasporto in discarica). L’industria della
carta ad esempio, è ad elevato consumo energetico.
Il
consumo di energia che deriva da fonti
energetiche non rinnovabili, a sua volta,
produce molteplici
impatti ambientali a breve e lungo
termine ed a breve e lungo raggio, ma influenza
anche gli equilibri
economici e sociali, nazionali e globali.
Analizzeremo questi aspetti in questa sezione
del sito. |
| Il
concetto di sviluppo
sostenibile, utilizzare cioè le risorse
del presente senza compromettere quelle per le
generazioni future, è legato a quello di
benessere dell’uomo. A sua volta il benessere
dipende dalla possibilità di un equo e durevole
accesso ad un ambiente sano ed integro, ma anche
ad un certo livello di ricchezza ottenuto nel
rispetto dei diritti umani. Il sistema energetico,
i modi di approvvigionamento ed uso dell’energia,
dovrebbero uniformarsi a questi principi.
Oltre
alle politiche
energetiche messe in atto ai vari livelli
amministrativi, il cittadino-consumatore può influire
decisamente sui consumi di combustibili fossili
con le sue scelte e i suoi comportamenti.
Riutilizzare
scatole e contenitori significa ridurre la produzione
di plastica e carta; attuare la raccolta differenziata
dei rifiuti significa permettere il riciclo di
materiali evitando il consumo energetico necessario
per estrarli dalla natura e raffinarli; scegliere
elettrodomestici
di classe A o prodotti certificati con etichette
e marchi ambientali
significa prediligere prodotti garantiti per il
loro minor consumo di materiali ed energia sia
nella produzione che nell’uso; mantenere gli impianti
efficienti significa ridurre le emissioni in atmosfera.
Ci
sono molti esempi di
comportamenti
virtuosi che il cittadino-consumatore
può attuare per risparmiare energia e proteggere
l’ambiente. |
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