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| Elettrodomestici,
acquisto
e uso |
| Il
risparmio di energia si può ottenere utilizzando
nel modo migliore gli apparecchi domestici. È
senz’altro fondamentale anche la scelta di apparecchi
che siano stati progettati per consumare la minor
quantità di energia possibile. Per gli elettrodomestici
esiste l’etichetta
energetica che fornisce agli acquirenti
tutte le informazioni necessarie sull’efficienza
del funzionamento dell’apparecchio dal punto di
vista dell’energia consumata e sul suo impatto
sull’ambiente esterno.
Per
altri tipi di prodotti, ad esempio i computer,
esistono altri marchi
ecologici. L’ecolabel ad esempio
tiene conto non solo dei consumi energetici, ma
dei consumi di materiale, della produzione di
rifiuti, della possibilità di riciclare i materiali
utilizzati per la fabbricazione del prodotto,
del tipo di ciclo industriale utilizzato (più
o meno inquinante), ecc.
Scegliendo
attentamente si riducono i consumi energetici
con doppio vantaggio: ambientale ed economico
(per chi paga la bolletta!). I modelli più efficienti
costano un po’ di più rispetto a quelli standard,
ma il maggior costo si ripaga nel tempo con i
risparmi sulla bolletta che complessivamente possono
raggiungere dal 5 al 12% del capitale investito
per l’acquisto. |
| In
questa sezione vedremo assieme in che modo è possibile
il risparmio energetico anche con gli apparecchi
domestici che utilizziamo tutti i giorni: |
| Consumi
Un
frigorifero costa mediamente da 52 a 103 euro
all'anno di consumo energetico (bolletta Enel).
Fino a 155 euro se è no frost.
Un congelatore, da 52 a 103 euro all'anno.
Se le porte si aprono troppo spesso e troppo a
lungo questi consumi possono addirittura raddoppiare!
I
consumi riportati in tabella sono relativi ad
alcuni tipi di frigorifero e congelatore meglio
descritti nella sezione “acquisto”. I dati sui
consumi si riferiscono a costi stimati per 0,18
euro/kWh. Fonte: www.minambiente.it
|
| da
ENEA: "Risparmio energetico con il frigorifero
e il congelatore", quaderni per lo sviluppo
sostenibile, n.13, Roma 2003 |
| Acquisto
Acquistare
frigoriferi/congelatori di classe A, o con marchio
Ecolabel, o con marchio Energy
+. E’ infatti l’unico elettrodomestico
che rimane acceso 24 ore al giorno, per la maggior
parte dell’anno. La differenza di prezzo rispetto
modelli meno efficienti sarà compensata dal risparmio
in bolletta.
Le
stellette che caratterizzano i vari modelli
hanno significati ben precisi: 4 stelle per i
frigoriferi che oltre a conservare alimenti surgelati
possono congelare alimenti freschi e conservarli
fino ad 1 anno alla temperatura di –18°C. Gli
altri tipi non possono congelare alimenti freschi
ma possono conservare i surgelati a temperature
e per periodi di tempo diversi: 3 stellette –
18°C, fino a
1 anno; 2 stellette-12°C fino a 1 mese;
1 stelletta –6°C, fino a 1 settimana.
Altro
elemento importante è il numero delle porte: più
porte favoriscono la tenuta di ambienti a temperature
diverse, adatti per diversi tipi di cibo. Possono
esserci fino a 4 comparti: il congelatore (-18°C)
per i cibi surgelati, il frigorifero (+5°C) e
il chiller
(+3°C) destinati a cibi di rapido consumo - il
chiller in particolare è adatto per pesce
e carne - la cantina (da 8 a 14°C) per mantenere
alla giusta temperatura e umidità frutta e verdura.
A volte i comparti hanno motori separati, permettendo
di raffreddare solo il comparto in uso (ad esempio
in periodi di assenza prolungati) e risparmiando
energia.
Il
sistema no frost evita la formazione di brina
mantenendo una circolazione forzata all’interno
del vano del frigo e quindi anche una temperatura
uniforme che diminuisce il lavoro del frigorifero
per mantenere i cibi freddi.
È
importante anche scegliere il frigorifero dalla
capacità appropriata al nucleo familiare, in modo
da non dover riscaldare volumi “vuoti”: per 1 persona può
bastare un frigocongelatore da100-150 litri, 2-4
persone da 220-280 litri, per più di 4 persone
da 300 litri ed oltre. |
| Conduzione
Posizionare
lontano da fonti di calore (fornelli, caloriferi,
finestre) e ad una distanza di almeno 10 cm dalla
parete, per consentire una ventilazione del motore
(il surriscaldamento aumenta i consumi)
Alcune
regole
da rispettare: mantenere una temperatura compresa
fra 0 e 4 °C per il frigorifero, temperature eccessivamente
fredde sono inutili per la conservazione dei cibi,
ma fanno consumare molta energia; non introdurre
cibi caldi, fanno aumentare la temperatura all’interno
del frigo, costringendolo ad uno sforzo supplementare
per ripristinare le condizioni iniziali, in secondo
luogo contribuiscono alla formazione di brina
e ghiaccio che forma uno strato isolante, sottraendo
freddo all’apparecchio; non tenere le porte aperte
a lungo; sbrinare spesso le pareti; sostituire
le guarnizioni deteriorate che garantiscono l’isolamento
termico; rimuovere la polvere dalla serpentina
retrostante per facilitare lo scambio di calore.
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| Consumi
Con
5 cicli di lavaggi a settimana a temperature molto
alte considerando il consumo di detersivo e di
energia elettrica si può arrivare a spendere fino
a 260 euro all'anno se la lavatrice è di tipo
tradizionale; intorno ai 150 euro all'anno se
la lavatrice è di tipo a basso consumo. (La tabella
mostra i dati per lavaggi a 90°C, per acqua dura,
5 cicli settimanali. Si è considerato il costo
di 1 kWh pari a 0,18 euro e di 1 kg di detersivo
pari a 2 euro). (fonte: www.minambiente.it
) |
| Acquisto
Acquistare
modelli di classe A e/o con il marchio
Ecolabel. In particolare e’ meglio
optare per quei modelli che abbiano un carico
variabile e quindi dosino l’acqua sulla base del
carico effettivamente presente nel cestello: in
questo modo si calibra l’energia per riscaldare
l’acqua, senza sprechi. Esistono anche modelli
che riutilizzano più volte l’acqua di lavaggio;
i modelli più recenti usano meno acqua di quelli
più vecchi (9-12 litri contro 18-20 litri).
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| Conduzione
Selezionare
il programma adatto al tipo di bucato da lavare
e preferire le basse temperature, già a 40 gradi
molti detersivi sono già efficaci, alzare la temperatura
spesso non serve: un bucato a 90 gradi è utile
per indumenti molto sporchi, sporchissimi; usare
la giusta quantità di detersivo, attenendosi alle
dosi consigliate dai produttori in funzione del
grado di durezza dell’acqua: poiché acque dure
(cioè con maggior presenza di ioni calcio) richiedono
una maggiore quantità di detersivo, è bene aggiungere
prodotti addolcenti al detersivo o installare
dispositivi addolcitori alle tubature dell’acqua
in ingresso; aggiungere più detersivo del dovuto
non lava meglio i capi ed inquina i fiumi e il
mare; evitare l’asciugatura automatica della biancheria,
comporta un consumo energetico notevole e si ottiene
lo stesso risultato appendendo il bucato all’aria
aperta, senza sprechi.Tenere pulito il filtro.
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| Consumi
La
tabella che segue riporta i consumi e costi per
ciclo di lavaggio valutati per il ciclo più intenso
(e lungo) e i costi annui calcolati considerando
costi medi pari a 0,18 euro/kWh per l’energia
elettrica e 2,50 euro/kg per il detersivo e 7
cicli di lavaggio alla settimana.
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| Acquisto
Acquistare
modelli di classe A e/o con il
marchio
Ecolabel.
Preferire apparecchi che abbiano la funzione “double
wash” che consente di irrorare le stoviglie dal
basso e dall’alto anche separatamente. Acquistare
modelli adatti alle proprie esigenze (numero di
persone) e con molteplici funzioni che consentano
di utilizzare il lavaggio più o meno energetico
secondo il grado di sporcizia delle stoviglie.
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| Conduzione
Mantenere
puliti i fori dei bracci rotanti; pulire spesso
il filtro; mantenere sempre una certa quantità
di sale nell’addolcitore dell’acqua per evitare
che il calcare alteri il funzionamento e aumenti
i consumi; prediligere cicli di lavaggio rapidi
e a bassa temperatura, a meno di stoviglie con
sporco consistente; evitare se possibile l’asciugatura
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| Acquisto
E’
meglio optare per forni tradizionali a gas e/o
microonde, rispetto ai forni elettrici, sicuramente
più costosi nei consumi.
Conduzione
Bisogna
preriscaldare solo quando serve.
Il preriscaldamento serve quasi solo per
cuocere i dolci.
Usarlo spesso non serve e in più fa lievitare
la bolletta.
Aprire continuamente lo sportello mentre
si stanno cuocendo i cibi fa disperdere moltissimo
calore e non conviene economicamente. Spegnere
il forno poco prima di fine cottura; i cibi all'interno
continuano a cuocere fino a che è in temperatura;
tutto gratis. |
| Acquisto
Acquistare
un PC che abbia la certificazione Energy
Star o
Ecolabel.
Per il monitor preferire quelli “basso emissivi”
che possono consumare fino al 40% di energia in
meno. Tenere presente inoltre che le stampanti
laser consumano molto di più di quelle a getto
di inchiostro.
Conduzione
Inserire
la funzione “riposo” (sleep)
che, a computer acceso, consente di risparmiare
parte dell’energia che il computer usa in modalità
di funzionamento normale |
| Acquisto
I
condizionatori sono energeticamente molto dispendiosi
ed è meglio optare per soluzioni dimensionate
alla capienza della camera da rinfrescare; acquistare
apparecchi di classe A;
Conduzione
a
regime, impostare una temperatura di 25°C; installare
tende, persiane, tapparelle all’esterno delle
finestre, per limitare l’irraggiamento termico
proveniente dall’esterno; collocare gli apparati
non a contatto con la luce solare e in modo da
favorire la circolazione dell’aria.
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| Consumi
L’energia
elettrica destinata all’illuminazione è pari al
13,5% (7 miliardi di kWh) del totale dell’energia
elettrica utilizzata nel settore residenziale.
Per una famiglia media si può stimare un consumo
medio per bimestre pari a 65-70 kWh, che incidono
per circa il 10 % sulla bolletta dell’elettricità.
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| Acquisto
Si
possono scegliere tra due categorie di lampadine:
tradizionali ad incandescenza o a basso consumo.
Le
lampade
ad incandescenza tradizionali sono le più
diffuse. La luce viene prodotta da un filamento
di metallo, normalmente tungsteno, che si riscalda
e si illumina al passaggio della corrente elettrica.
Un indicatore molto utilizzato per l’efficienza
energetica di una lampada è il rapporto tra lumen
e Watt: il lumen è l’unità di misura della
luminosità, il Watt misura la potenza,
cioè l’energia utilizzata per unità di tempo.
Il rapporto lumen/Watt dunque fornisce la misura
della luce emessa per energia utilizzata nell’unità
di tempo.
Le
lampade ad incandescenza comprendono le tradizionali
(i bulbi più utilizzati nelle case italiane),
quelle a riflettore incorporato (una parte del bulbo è internamente ricoperta
da una vernice riflettente) e le alogene.
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Vantaggi
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Svantaggi
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-ottima
resa cromatica
-ampia
gamma di dimensioni e forme
-basso
costo
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-durata
limitata (circa 1.000 ore)
-scarsa
efficienza (12 lumen/Watt)
-elevato
calore
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| Le
lampade
a basso consumo sono state introdotte all'inizio
degli anni '80 per garantire una durata ed una
efficienza da 4 a 10 volte maggiore rispetto alle
lampade ad incandescenza.
Queste
sono lampade a scarica di gas che sfruttano
il principio per cui se tra due elettrodi immersi
in un gas o in vapori metallici viene applicata
una differenza di potenziale opportuna, tra i
due elettrodi si genera una scarica a cui è associata
l’emissione di radiazioni visibili. Alla famiglia
delle lampade a scarica di gas appartengono le
lampade fluorescenti, tra cui le tradizionali,
comunemente (ed erroneamente) dette “al neon”
e quelle più recenti fluorescenti
compatte.
Queste
lampade riducono i consumi di energia elettrica
dell'80%. Negli ultimi anni sono molto migliorate
in resa cromatica ed attualmente sono disponibili
in diverse forme e dimensioni (se è riportata l'etichetta
energetica verificare che sia almeno di classe B).
La loro durata è di circa 10.000 ore |
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Vantaggi
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Svantaggi
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-buona
resa cromatica
-elevata
efficienza
-lunga
durata
-dimensioni
modeste
-attacco
a vite. In poco più di un anno il maggior costo
iniziale viene ripagato dal minor consumo
-le
emissioni di CO2 e degli altri gas
inquinanti si riducono di 5 volte
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-costo
iniziale |
| La
tabella che segue mostra un confronto tra i costi
e i risparmi ottenuti utilizzando vari tipi di lampada
rispetto alle lampade a incandescenza tradizionali,
per 5 anni (2000 ore all’anno) con un’intensità
luminosa pari a 150 lumen/m2 . Il numero
delle lampade necessarie per i vari tipi è stato
calcolato considerando una durata di 1000 ore per
le lampade a incandescenza, 2000 ore per le alogene,
10000 ore per le fluorescenti compatte. La seconda
tabella confronta la potenza utilizzata da lampadine
fluorescenti compatte e ad incandescenza per ottenere
la stessa intensità luminosa. |
Fonte:
ENEA “Risparmio energetico con l’illuminazione”,
Quaderni di sviluppo sostenibile n. 5, Roma,
2003. |
| Conduzione
E'
necessario scegliere le lampadine da utilizzare
secondo lo spazio che dovranno illuminare, le
attività che in esso saranno svolte e la durata
di tale attività. L’illuminazione di uno studio
sarà diversa da quella di una cucina o di una
camera da letto. Installare sistemi di controllo
del flusso luminoso per evitare di tenere le luci
accese quando inutilizzate: sensori di presenza,
variatori di intensità luminosa, interruttori
crepuscolari (si attivano da soli quando la luce
naturale diminuisce), timer, ecc.
Quando
si accende una luce in casa, è bene spegnerne
un'altra che non serve veramente; uscendo da una
stanza, anche per pochi minuti, è bene abituarsi
a spegnere la luce. |
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