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Politiche
per le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico
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| Politica
dell’Unione Europea
Le
politiche comunitarie sono da tempo orientate
verso l’integrazione delle politiche energetiche
con la tutela dell’ambiente e lo sviluppo
sostenibile. Una comunicazione della Commissione
Europea
(COM 167 def, del 23 aprile 1997)
individua
gli obiettivi di riduzione della dipendenza
energetica estera dell’Unione
Europea (UE): miglioramento della sicurezza
degli approvvigionamenti energetici, la
promozione della ricerca e dello sviluppo
tecnologico e attuazione di una politica
energetica compatibile con gli obiettivi
di uno sviluppo sostenibile mediante un
utilizzo più razionale ed efficace dell'energia e lo sviluppo delle fonti
di energia nuove e rinnovabili.
Sempre
nel 1997 la commissione ha pubblicato il
Libro bianco “Energia per il futuro: le
fonti energetiche rinnovabili -
Libro bianco per una strategia e un piano
di azione della Comunità”.
La
strategia del libro bianco prevede il raddoppio
delle rinnovabili in Europa entro il 2010
(dall’attuale 6% al 12%) e definisce
un Piano d’azione per raggiungere questo
obiettivo. Il Piano prevede misure di ordine
normativo e finanziario, il rafforzamento
delle politiche comunitarie alle quali è
affidata la penetrazione delle Fonti Energetiche
Rinnovabili (FER) nel mercato energetico
e la promozione della disseminazione e dell’informazione
nel campo delle rinnovabili. L’obiettivo
previsto potrà essere raggiunto tramite
il contributo differenziato delle varie
FER: aspettativa maggiore è riposta nelle
biomasse (che dovrebbero triplicare la quota
rispetto al 1997 fino a raggiungere l’8,5%
nel 2010), quindi nell’energia eolica e
nel solare termico. Contributi più modesti
si prevedono per il fotovoltaico, il geotermico
e le pompe di calore.
L’Europa
(a 15) sta raggiungendo gli obiettivi del
libro bianco?
se
vuoi saperlo clicca
qui!
Lo
sviluppo delle FER, in particolare dell’energia
eolica, idrica,
solare
e delle biomasse,
è un obiettivo centrale della politica energetica
della Commissione Europea.
Le
risorse rinnovabili giocano un ruolo importante
nella riduzione delle emissioni di anidride
carbonica, obiettivo del protocollo
di Kyoto
, recentemente
ratificato dall’UE con la decisione
2002/358/CE.
La ratifica implica l’adempimento degli
obiettivi del protocollo da parte di tutti
gli Stati Membri dell'Unione, a prescindere
dal numero di stati che otterranno il Protocollo
(c'è una soglia da superare affinchè il
Protocollo entri in vigore).
L’aumento
della quota di risorse rinnovabili nel bilancio
energetico europeo aiuterà anche a migliorare
la sicurezza nell’approvvigionamento e a
ridurre la dipendenza dell’UE dall’importazione.
La
Direzione Generale Energia della Commissione
Europea prevede che le FER saranno economicamente
competitive con le risorse convenzionali
a medio-lungo termine. Comunque, alcune
tecnologie attualmente disponibili rendono
le risorse rinnovabili, specialmente l’eolico,
ma anche il microidroelettrico,
le biomasse
e il solare
termico, già economicamente sfruttabili
in modo competitivo. Le altre forme, specialmente
il fotovoltaico,
dipendono dalla crescita della domanda affinché
il volume di produzione possa raggiungere
un’economia di scala.
(dal sito della DG Energia: http://www.europa.eu.int/comm/energy/index_en.html)
Negli
ultimi anni l’UE ha adottato misure sia
normative sia economiche per incentivare
l’uso di FER ed il risparmio energetico.
Tra
le norme, particolarmente importanti sono
la direttiva 2001/77/CE
relativa alla quota di energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili, la direttiva
2002/91/CE
sul risparmio energetico negli
edifici, la direttiva 2004/8/CE
sulla promozione della cogenerazione
e numerose direttive
sull’ecolabel
per gli elettrodomestici.
Sono
stati finanziati diversi programmi nel settore
energetico volti alla diffusione delle rinnovabili:
si è concluso il 5° Programma Quadro per
la ricerca che comprendeva un programma
tematico sull’Energia, l'ambiente e lo sviluppo
sostenibile ed è partito il Sesto Programma
Quadro per la ricerca (2003 – 2007)
che include tra i temi di ricerca quelli
dello sviluppo sostenibile, del cambiamento
climatico e della ricerca in materia di
energia e trasporti.
È
stato finanziato anche un Programma
Quadro per l’energia (1998 – 2002)
l che includeva invece i programmi:
-
ALTENER
concernente la promozione delle energie
nuove e rinnovabili per la produzione
centralizzata e decentrata di energia
elettrica e calore e la loro integrazione
nell'ambiente locale e nei sistemi energetici;
-
SAVE,
relativo al miglioramento dell'efficienza
energetica e l'uso razionale dell'energia,
in particolare nei settori dell'edilizia
e dell'industria,
-
CARNOT,
per la promozione di tecnologie pulite
ed efficienti nel settore dei combustibili
solidi,
-
ETAP,
relativo ai mercati dell'energia ed
alle tendenze energetiche,
-
SYNERGY,
per il rafforzamento della cooperazione
internazionale nel settore dell'energia
-
SURE,
per migliorare la sicurezza dell'utilizzazione
dell'energia nucleare tramite una cooperazione
industriale più intensa con la Russia
e con i nuovi Stati indipendenti e un
migliore controllo del trasporto di
materie radioattive.
La
campagna per il decollo delle
rinnovabili (1999 – 2003) si è appena
conclusa ed è iniziata una nuova campagna,
Campaign for Sustainable Energy (2004-2007),
che toccherà i temi dell’efficienza energetica
e delle energie rinnovabili.
Infine
nel giugno 2003 sono stati stanziati 250
milioni di euro per il programma pluriennale
Energia
Intelligente per L’Europa (EIE).
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| Politica
Italiana
Pianificazione
La
politica italiana accoglie a livello nazionale
gli orientamenti europei tramite una serie
di misure di incentivazione, documenti programmatori
e norme. Negli anni ‘70 si sono compiuti i primi passi (il primo Piano
Energetico Nazionale fu approvato nel 1975,
il secondo nel 1981), ma è con la legge
10/1991 che si è delineata una
cornice normativa organica: definisce le
risorse rinnovabili e assimilabili alle
rinnovabili, introduce l’obbligo di realizzare
una pianificazione energetica a tutti i
livelli amministrativi ( scarica
il Piano energetico Nazionale, Piano Energetico
Regionale dell’Emilia Romagna, Linee guida
per il Piano Energetico della Provincia
di Rimini ) e prevede una serie di misure
rivolte al pubblico ed ai privati per incentivare
l’uso di FER ed il contenimento dei consumi
energetici nel settore civile ed in vari
settori produttivi.
Alla
legge sono seguiti importanti provvedimenti
attuativi: CIP 6/92 e quindi il D.lgs.
79/1999, cosiddetto decreto Bersani,
per la produzione di energia elettrica
da fonti rinnovabili, che introduce l’obbligo
di immettere nella rete elettrica nazionale almeno il 2% di energia prodotta
da FER e introduce i certificati verdi.
Il
sistema dei certificati verdi è un modo per accertare che la produzione di una
certa quota di energia elettrica da fonti
rinnovabili sia stata raggiunta. Ogni certificato
attesta la produzione di 100 MWh di energia
elettrica da FER, dunque i produttori dovranno
dimostrare di possederne tanti quanta è
l’energia da FER che dovrebbero produrre
per raggiungere la quota del 2% imposta
dalla legge. I certificati sono scambiabili
su un mercato separato da quello dell’energia
prodotta, in questo modo non dovrebbero
influenzarne il prezzo. Il possesso dei
certificati verdi costituisce la prova di
avere ottemperato al raggiungimento della
quota del 2%. I soggetti obbligati
sono
i distributori o i
produttori di
energia elettrica che potrebbero però non
aver raggiunto la quota prefissata; allo
stesso tempo ci saranno produttori di energia
da FER che avranno superato la quota:
i
primi acquisteranno quindi i certificati
verdi dai secondi.
Il
Piano energetico nazionale del 1988,
al quale non sono seguiti ulteriori Piani,
fissa i seguenti obiettivi fondamentali:
-
promozione
dell’uso razionale dell’energia e del
risparmio energetico,
-
diversificazione
delle fonti
-
adozione
di norme per gli autoproduttori,
-
sviluppo
progressivo di fonti di energia rinnovabile.
Altro
documento d’indirizzo è il Libro bianco
per la valorizzazione energetica delle fonti
rinnovabili
(scaricabile)
che contiene gli obiettivi nazionali specifici
per la quota energetica da produrre con
le FER e le strategie idonee per conseguirli.
In linea con gli obiettivi del libro bianco
europeo, anche l’Italia ha deciso di raddoppiare
il contributo delle fonti rinnovabili nel
bilancio energetico. Il periodo di riferimento
coincide con il primo termine del protocollo
di Kyoto: l'obiettivo perseguito
è di raddoppiare, entro il 2008-2012, la produzione di energia da FER fino
a circa 20,3 Mtep, rispetto ai 11,7 Mtep
registrati nel 1997.
Il
libro bianco individua alcuni elementi strategici
fondamentali: il ruolo chiave assegnato
a Regioni Province e Comuni, anche per la
creazione o il potenziamento delle Agenzie
per l’energia; la diffusione della cultura
energetico-ambientale; l’importanza degli
accordi volontari quali strumenti attuativi
di diverse linee strategiche in vari settori.
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| Riduzione
emissioni di gas serra
La
legge del 23 dicembre1998, n. 448, cosiddetta
carbon
tax, ha introdotto una tassazione
sulle emissioni di anidride carbonica come
misura disincentivante, al fine di raggiungere
gli obiettivi del protocollo
di Kyoto.
La legge definisce un livello da raggiungere
per le aliquote delle accise (tasse) su
alcuni combustibili entro il 2005.
La
tassazione rappresenta un modo di internalizzare
i costi
ambientali connessi all’uso di
combustibili fossili e prevede che le entrate
derivanti dalla sua applicazione siano utilizzate
per misure compensative di carattere economico
e sociale, orientate comunque all’incentivazione
delle FER e del risparmio energetico.
Il
3% delle entrate prodotte dalla carbon tax
finiscono nel fondo per la riduzione delle
emissioni in atmosfera e per la promozione
dell’efficienza energetica e delle fonti
sostenibili di energia (L. 388/2000); la
quota è aumentata al 10% dal 2004.
Alcune
norme successive hanno modificato il percorso
prestabilito per il raggiungimento delle
quote entro il primo gennaio 2005, impedendo
la crescita programmata delle aliquote ed
esentando l’applicazione della carbon tax sul carbone di origine nazionale utilizzato per la produzione
di energia elettrica in impianti di rigassificazione.
L’Italia
ha ratificato il protocollo di Kyoto con
la Legge 120/2002, accettando la responsabilità
del raggiungimento dell’obiettivo di riduzione
di emissione dei gas serra per una quota
pari al 6,5% delle emissioni del 1990.
Con
la delibera
CIPE 123/2002
sono state riviste le “Linee guida” per
le politiche e le misure nazionali di riduzione
dei gas serra che erano oggetto della delibera
CIPE137/98
ed è stato approvato il Piano di azione
nazionale per la riduzione dei livelli di
emissione dei gas serra (scaricabile).
Tenendo
conto degli obblighi normativi del quadro
vigente ed applicando uno scenario di crescita
del PIL del 2% annuo, la previsione di emissioni
di gas serra al 2010 è di un aumento
a 580 MtCO2 equivalente
rispetto alle 521 del 1990. Per raggiungere
l’obiettivo
di riduzione del 6,5% le emissioni dovrebbero
invece raggiungere nel 2010 la quota di
487 Mt CO2eq. La differenza
tra l’obiettivo previsto dal protocollo
e il valore dato dalle previsioni per le
emissioni al 2010 rivela un valore di 93
Mt CO2eq che l’Italia dovrà
evitare di emettere. Il Piano individua
le azioni strategiche per raggiungere questo
obiettivo. Il piano oltre alle strategie
già previste dalle norme vigenti per l’aumento
di offerta di energia da FER ed il risparmio
energetico, include anche misure di afforestazione
e riforestazione (per l’assorbimento
di anidride carbonica dal parte delle foreste)
e l’attivazione dei meccanismi
flessibili e dei Joint development mechanism al fine di ottenere dei crediti
di emissione.
Programmi
specifici
Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
ha finanziato i programmi:
Tetti
Fotovoltaici
(2000 – 2004), finalizzato alla promozione
della produzione di energia elettrica fotovoltaica,
con l’obiettivo del raggiungimento di 50
MW installati entro il 2004. Si divide in
due sottoprogrammi: uno gestito dal Ministero
stesso rivolto a Province, agli enti parco
e agli istituti di ricerca, l’altro gestito
dalle regioni e diretto a privati cittadini
e comuni.
Solare
Termico,
finalizzato alla realizzazione di impianti
solari termici per la produzione di calore
a bassa temperatura installati nelle strutture
edilizie. Il programma prevede contributi
pubblici fino al 30% del costo dell’investimento
rivolti alle Pubbliche Amministrazioni,
agli Enti Pubblici ed alle Aziende distributrici
del gas che in relazione all'art.16 del
decreto legislativo 23 maggio 2000 n. 164
devono raggiungere obiettivi quantitativi
nazionali di risparmio energetico e di sviluppo
delle fonti rinnovabili. Il programma mira
a raggiungere una superficie installata
di 30.000 metri quadri, nel caso degli Enti
Locali, e di 5.000 metri quadrati di collettori
solari per altre utenze pubbliche e private. Il
bando per l’assegnazione dei finanziamenti
è ad esaurimento fondi ed è ancora aperto
(agosto '04)
Programmi
per la diffusione di fonti rinnovabili e
dell’efficienza energetica in aree naturali
protette e isole minori
Questo
programma si rivolge ai comuni interessati
da Parchi nazionali ed alle aree naturali
protette situate su isole minori. Sono stati
ammessi al finanziamento interventi per
l’eolico, il fotovoltaico,
il solare termico e il risparmio
energetico.
Ministero
delle Politiche Agricole e Forestali
Programma
Nazionale Biocombustibili
(PROBIO).
Il programma deriva dall’art. 3 della
legge 423/1998, "Interventi strutturali
e urgenti nel settore agricolo, agrumicolo
e zootecnico", e rappresenta il principale
strumento di attuazione operativa del Programma
Nazionale Energia Rinnovabile da Biomasse
e del conseguente Programma Nazionale per
la Valorizzazione delle Biomasse Agricole
e Forestali.
PROBIO
dispone di circa 250 milioni di euro annui
a partire dal 1999 per attività dimostrative/divulgative
con una forte caratterizzazione territoriale
in grado di stimolare sia le Amministrazioni
locali, che gli imprenditori agricoli ed
industriali verso un ulteriore sviluppo
dei biocombustibili. |
| Politica
Regionale
I
primi intenti di pianificazione nel settore
delle FER hanno visto l’approvazione nel
1999 del Piano
regionale di azione in materia di uso razionale dell’energia, risparmio energetico, valorizzazione
delle Fonti energetiche rinnovabili e limitazione
dei gas serra (scaricabile)
finalizzato all'acquisizione di un parco-progetti
selezionato. Successivamente, nel 2001,
sono stati stanziati i fondi per finanziare
i progetti per la realizzazione degli obiettivi
del Piano.
I
progetti sono stati selezionati applicando
i seguenti criteri di priorità degli interventi:
-
riqualificazione
energetica del patrimonio edilizio pubblico;
-
razionalizzazione
energetica della pubblica illuminazione;
-
riqualificazione
energetica del sistema edilizio urbano,
attraverso la formulazione di programmi
integrati, di programmi di recupero,
di programmi di riqualificazione urbana
e sviluppo sostenibile del territorio,
di contratti di quartiere, ai sensi
della legislazione nazionale e regionale
in materia;
-
elaborazione
di programmi di intervento volti a conseguire
il rispetto delle norme vigenti in materia
di uso razionale dell'energia negli
edifici con particolare riferimento
al D.P.R. n. 412/93 e delle norme di
tutela dell'ambiente e sulla sicurezza
degli impianti;
-
realizzazione
o l'ampliamento delle reti di teleriscaldamento,
in particolare collegate ad impianti
di cogenerazione;
-
realizzazione
di reti di teleriscaldamento ovvero
l'installazione di caldaie, alimentate
con biomasse nei comuni montani;
-
applicazioni
del solare termico nei comuni costieri;
-
applicazioni
fotovoltaiche;
(dal
Programma
Triennale Regionale Tutela Ambientale 2001
– 2003
della Regione Emilia Romagna
- L.R. 3/99, § 4.1.6)
Più
recentemente, nel dicembre 2002, è
stato approvato in Giunta Regionale il
Piano
Energetico Regionale (PER) delibera
DI GIUNTA REGIONALE DEL 23 DICEMBRE 2002
N.2679. Il piano deve essere ancora sottoposto
alla approvazione del consiglio, che stabilisce
gli obiettivi per le FER e per l’abbattimento
delle emissioni inquinanti.
Obiettivo
principale del Piano è qualificare il sistema
elettrico ed energetico regionale, raggiungendo
l’autosufficienza elettrica della regione
entro il 2010 (attualmente la copertura
della produzione elettrica (12,2 TWh) è
pari a circa il 50% del consumo.
La
tendenza registrata nel Piano è di un ulteriore
crescita dei consumi così che l’obiettivo
di Kyoto al 2010 sembrerebbe difficile.
Il PER prevede azioni specifiche che dovrebbero
portare le emissioni di CO2 dagli
attuali 13,2 Mt a 11,2 Mt entro il 2010,
raggiungendo così gli obiettivi di Kyoto:
-conversione
di tutte le vecchie centrali ad olio combustibile
(altamente inquinanti e poco efficienti)
in impianti a metano e a ciclo combinato
da realizzare con le migliori tecnologie
secondo quanto indicato dalle direttive
europee per l’attuazione di Kyoto.
-aumento
della produzione elettrica con fonti rinnovabili
(idroelettrico, eolico, fotovoltaico, biomasse)
dagli attuali 1,28 a 2,8 TWh e della da
1,5 a 5 TWh. Si prevede così di moltiplicare
per sette il totale della produzione realizzata
con impianti eolici e fotovoltaici e di
dieci volte al dotazione attuale di pannelli
solari.
-regolazione
delle eventuali proposte di insediamento
di nuove centrali di potenza, contenendole
entro i limiti dei fabbisogni corrispondenti
alla necessità di energia elettrica di potenza
“alla punta” necessaria per costruire un
“sistema elettrico autosufficiente”.
La
Regione ha aderito al primo e al secondo
“Programma
Tetti Fotovoltaici” del 2001 e del 2002,
al “Programma
Solare Termico” ed al programma PROBIO
con il progetto
“la filiera del biodiesel”, per il quale
sono stati stanziati complessivamente nel
1999, 450.000 euro circa (fonte:
sito MIPAF)
|
| Obiettivi
di riduzione delle emissioni regionali di
gas serra |
| Supponendo
di ripartire equamente tra le regioni italiane
l’obiettivo nazionale di riduzione del 6,5%
delle emissioni di CO2
dovute ai consumi finali, per l’Emilia Romagna
significherebbe conseguire entro il periodo
2010-2012 la riduzione di 1,6 milioni di
tonnellate di CO2
rispetto alle emissioni registrate nel 1990.
Le
tabelle che seguono riportano alcuni obiettivi
specifici per il raggiungimento della riduzione
di 1,6 milioni di tonnellate di CO2.
Lo sviluppo delle rinnovabili ed il risparmio
energetico sono i due fattori determinanti
della strategia.
|
Obiettivi
di uso razionale dell’energia, risparmio
energetico, fonti rinnovabili (linea termica)
per il raggiungimento dei parametri derivanti
dagli obiettivi di Kyoto |
|
Fonte rinnovabile
|
Potenza totale installabile
(MW) |
Energia producibile
(GWh/anno)
|
Riduzione emissioni
(MtonCO2/anno)
|
Investimenti (Milioni
di Euro) |
|
Geotermia
|
9-12
|
25
|
0,04
|
30
|
|
Solare
termico |
30.000
m2 |
18-22
|
0,01
|
20
|
|
Risparmio energetico
|
|
Risparmio di energia
(Mtep) |
Riduzione emissioni
(MtonCO2/anno)
|
Investimenti (Milioni
di Euro) |
|
Civile
|
|
0,55
|
1,40
|
3.250
|
|
Industria
|
|
0,40
|
1,12
|
900
|
|
Agricoltura
|
|
0,05
|
0,12
|
140
|
|
Trasporto
|
|
0.68
|
2,15
|
1.200
|
|
TOTALE
|
|
1,68
|
4,84
|
5.540
|
|
| Emissioni
di CO2
del sistema energetico regionale (Mton), nel
1990 e previsioni per il 2010 del Piano Energetico
Regionale |
| |
1990
|
2010
|
|
Produzione elettrica (inclusa
importata)
Usi finali:
- civile
- industria
- agricoltura
- trasporti
|
11,57
8,00
7,20
0,89
8,78
|
11,2
6,90
6,28
1,01
8,18
|
|
TOTALE
|
36,44
|
33,57
|
|
|
|
|
|