| Per
energia idroelettrica si intende l’energia cinetica
delle masse d’acqua in movimento convertita in energia
elettrica in appositi impianti.
L’energia
idroelettrica è la più sfruttata tra le fonti
energetiche rinnovabili:
in Italia rappresenta circa la metà del totale delle
fonti energetiche rinnovabili. Il grado di utilizzazione
del potenziale idrico italiano supera il 70%,
quindi le possibilità di sviluppo del settore sono riposte
sul minidroelettrico (impianti con potenza inferiore
ai 10MW).
Un
impianto di minidroelettrico consta di diversi
elementi costruttivi che fanno riferimento al sistema
di raccolta dell'acqua, alla conduttura forzata di convogliamento
e adduzione dell'acqua, alla turbina, al generatore
per finire con il sistema di controllo e regolazione
della portata d'acqua.
La
potenza di un impianto idroelettrico è funzione della
portata di acqua (m3/s) che viene turbinata, del salto
idraulico esistente tra il punto di adduzione (opera
di presa) e la centrale di turbinamento ed infine del
rendimento delle macchine idrauliche e del generatore.
Essa può essere valutata indicativamente mediante la
formula riportata nella figura che segue.
Anche
se matura, la tecnologia negli ultimi 20 anni ha avuto
significativi
miglioramenti nella progettazione e costruzione
di turbine, nelle tecniche di controllo e di impianti
ausiliari.
I
costi di investimento sono stimati crescenti
in connessione alla progressiva marginalità delle iniziative
ed al fatto che si tratta di una tecnologia matura.
Il
valore medio varia dai 4,5 a 5,5 Mld./MW (in lire del
1997), con un costo per kWh prodotto stimato fra le
44-220 Lire, in relazione al sito.
La
convenienza all'investimento è vincolata a diversi fattori
che variano da sito a sito: tipologia delle opere idrauliche
e civili, eventuali gallerie e lunghezze delle condotte
interrate, necessità di mitigare l'impatto visivo.
La
tecnologia comunque è matura e i vincoli sono
solo autorizzativi, ambientali e di destinazione d'uso
delle acque. Inoltre, in molti casi, gli alti costi
di allacciamento alla rete possono rappresentare un
ostacolo allo sfruttamento della risorsa.
A
fine 1996 la potenza installata era di circa 13.900
MW da impianti superiori ai 10 MW e circa 2.150 MW da
impianti con potenza inferiore (minidraulica
< 10MW, microidraulica < 1 MW).
Per
la seconda categoria di impianti si prevede al 2000
un incremento di 350 MW, per arrivare al 2010 ad un
livello di potenza installata pari a 3.000 MW.
Tale
valore è considerato un valore limite in quanto la potenzialità
idroelettrica complessiva nel nostro paese è già molto
sfruttata: si stima un massimo di 65 TWh, a fronte di
una produzione energetica lorda al 1996 di oltre 42
TWh.
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