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| Energia dalla Terra |
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Per energia
geotermica si intende l’energia termica (calore) emessa dalla crosta
terrestre sotto forma di acqua calda o vapore. Viene utilizzata per produrre
elettricità o viene utilizzato direttamente il calore emesso
per il riscaldamento di edifici o di serre. La generazione di
elettricità da sorgenti geotermiche richiede acqua a temperatura
sopra i 150°. L'efficienza di generazione di elettricità da
vapore geotermico è bassa (10-17%) a fronte del 33-45% degli impianti a
combustibili fossili; questa ridotta efficienza è legata principalmente
alla più bassa temperatura del vapore utilizzato (< di 250 °C). Il più
semplice e meno costoso dei sistemi moderni per la produzione di energia
elettrica si basa sull'utilizzo diretto del vapore senza condensazione. Il
vapore dal pozzo viene fatto passare direttamente attraverso la turbina e
scaricato nell'atmosfera. Esiste anche la possibilità
di sfruttare fluidi a temperatura più bassa di 150° utilizzando impianti
a fluido binario. |
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Schema di una centrale geotermica |
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modificato
da ENEA, “Rapporto ENergia e Ambiente 2003 – Le fonti rinnovabili”,
Roma, 2003. Pag 240. |
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I costi di
investimento unitari per gli impianti geotermoelettrici vengono stimati
crescenti in connessione alla progressiva marginalità delle iniziative e
indicati mediamente intorno ai 5 Mld./MW (in lire del 1997) con un costo per kWh prodotto
stimato fra le 60 e 110 Lire. Attualmente
l’Italia si presenta con una potenza geotermoelettrica di 700 MW. Il
potenziale residuo viene stimato pari a 200-300 MW, con la possibilità di
giungere ad un massimo di 1.000 MW nel 2010. Tale stima potrà comunque
essere rivista a seconda dei risultati dei programmi di esplorazione
profonda. |
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A livello europeo la capacità
geotermica per usi elettrici risulta essere superiore ai 500 MW, dei
quali la quasi totalità in Italia e la previsione al 2010 ricalca le
potenzialità italiane per la gran parte.
Si incontrano
contemporaneamente due tendenze. La prima verso la produzione
di impianti di piccola taglia (£
5 MW) da impiegarsi nelle fasi iniziali dello sviluppo dei campi. La seconda verso la produzione
di grande taglia (~100 MW) da impiegarsi su campi di opportune capacità
produttive. Alti costi della ricerca,
rischio sulla quantità e qualità del fluido ricavato dalla esplorazione,
crescenti esigenze di prevenzione contro il rilascio di fluidi inquinanti
e conseguenti difficoltà di natura autorizzativa rappresentano i vincoli
attuali alla diffusione della tecnologia. |