| L’energia
non si distrugge,
quindi è sempre immagazzinata sotto forme e materiali
diversi che chiamiamo "risorse energetiche"
o "fonti energetiche". L’energia è portata
dal vento o dall’acqua oppure è immagazzinata nei muscoli
o nelle masse organiche come il legno, il petrolio o
altri combustibili.
Le
fonti energetiche vengono distinte per la disponibilità
immediata di utilizzare l’energia e per la durata nel
tempo, in:
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fonti
primarie
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fonti
secondarie
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fonti
rinnovabili |
solare,
eolica, geotermica, idrica, biomasse |
energia
elettrica e calore da risorse rinnovabili
energia
elettrica e calore prodotto da rifiuti o da gas
di discarica[1]
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fonti
non rinnovabili |
combustibili
fossili (petrolio, carbone, gas naturale)
energia
nucleare |
combustibili
raffinati da combustibili estratti grezzi in natura
energia
elettrica da risorse non rinnovabili |
Le
fonti primarie
di energia sono quelle disponibili in natura senza avere
subito alcuna trasformazione. I combustibili fossili
(petrolio grezzo, gas naturale, carbone),
l’energia nucleare e le fonti di energia
rinnovabili
(energia solare, eolica, geotermica,
idrica, biomasse).
Le
fonti secondarie
invece sono quelle che derivano da una trasformazione
di quelle primarie: i combustibili raffinati (benzina,
gas di città, ecc.), l’energia elettrica, ecc.
Il
passaggio da fonti primarie a secondarie è utile perché,
nonostante parte dell’energia iniziale diventi inutilizzabile
durante la trasformazione,
la forma di energia ottenuta è in genere molto versatile:
concentrata, trasportabile, regolabile, continua, utilizzabile
con molte tecnologie e strumenti diversi, ecc.. Proprio
come i combustibili liquidi o l’elettricità.
Le
fonti
di energia rinnovabile,
FER, sono quelle per le quali si può considerare una
disponibilità illimitata nel tempo. La legislazione
italiana considera fonti rinnovabili di energia: il
sole, il vento, l’energia idraulica,
le risorse geotermiche, le maree, il moto
ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici
ed inorganici o di prodotti vegetali (biomasse).
Si
definiscono inoltre fonti di energia assimilabili alle
rinnovabili: la cogenerazione, intesa come produzione
combinata di energia elettrica e di calore, il calore
recuperabile nei fumi di scarico e da impianti termici
e da processi industriali, nonché le altre forme di
energia recuperabile in processi, in impianti
e in prodotti ivi compresi i risparmi di energia conseguibili
nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici con interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti. (da
art. 1, c. 3. Legge 9 gennaio 1991, n. 10)
Le
fonti
di energia non rinnovabile
comprendono invece i combustibili fossili quali il petrolio,
il carbone, il gas naturale e le fonti energetiche secondarie
derivate.
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